ArtePrimo PianoCasa Spina si ridesta – Francesca Romana Pinzari a Casa Vuota

Nicoletta Provenzano Nicoletta Provenzano21 Giugno 2020
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Casa Vuota si risveglia dal torpore di questa primavera, vista crescere lussureggiante tra le mura domestiche, abbracciando l’estate delicatamente, riscoprendo in punta di piedi i suoi spazi, avvezzi a lasciar scorrere il tempo indisturbato, consapevoli dei ritorni, dei mutamenti, di una vita attesa che sempre bussa alla porta in attesa di rientrare.

La personale di Francesca Romana Pinzari, Casa Spina, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, discopre i suoi tesori, gli accadimenti inclementi, incerti, avviluppati tra misteri e memorie celate.

Le opere dell’artista conducono l’osservatore nel sibilo lento di un passato che porta in forme minerali le sue storie, tra ritratti e sorrisi cristallizzati in una fissità sacrale, mentre spine si avviluppano, si innalzano ed espandono nello spazio, perché la foresta dei ricordi è difficile da attraversare e lascia sempre cicatrici.

Francesca romana Pinzari, Sacro sale, 2020, cristallizzazione su stampa e cornice, 24 x 29 cm

Nelle opere Sacro Sale brillanti depositi di aggregati cristallini ricoprono, in un minuzioso ricamo, amorose divinità dipinte, nature morte e ritratti che nella fissità della rappresentazione vivono delle alterazioni del proprio fluire.

Francesca romana Pinzari, Sacro sale, 2020, cristallizzazione su dipinto ad olio su tela, 43 x 37 cm

In tagli di speranze, rovi e concrezioni minerali, il sogno, il racconto si compie preservando le proprie candide verità e i dolori più riposti, scavando ad un tempo nei luoghi più antichi che sentiamo appartenerci.

Una vegetazione che cresce nelle stanze del nostro abitare interiore, compie viaggi impervi per ritornare nei luoghi e nelle dimore che conosciamo, la vita continua nell’attesa, si prolunga a dispetto degli eventi, per un segreto alchemico che si deposita su oggetti, memorie, rarità e pitture.

Francesca Romana Pinzari, Sacro sale, 2020, cristallizzazione su dipinto e cornice, 15 x 19 cm

Materie in continua mutazione sono impronte di uno scorrere, di una circostanza incidentale che entra a far parte del viaggio o lo conclude in frangibili schegge di cristallo riflettenti da cui carpire remote realtà temporali.

In E’ stato solo un incidente cade nell’oblio la verità di un avvenimento inatteso che interrompe un percorso, un’attesa, su cui si depositano racconti e fantasie di un passato presente sospeso in forme sensibili diegetiche, nell’aggregazione di una materia regale e misteriosofica, graffiante e inquieta.

Francesca Romana Pinzari, E’ stato solo un incidente, 2020, installazione, cristallizzazione su sedie, dimensioni variabili

L’artista ci conduce nell’incanto, in un vagare trasognato di stanza in stanza, nei desideri e nei rimpianti, nelle permanenze e nei frammenti di storie, nelle incognite di uno spazio domestico che mostra cicatrici, stratificazioni, acuminate rammemorazioni, perdite e ritrovamenti di echi semantici che risuonano nella trasmutazione.

Francesca Romana Pinzari, Ascensione, 2020, installazione, cristallizzazione su corde e lampadario in ferro battuto, dimensioni variabili

Nell’opera Ascensione minerali senzienti ascendono alla luce come corpi eterici, vibrando nei raggi e nell’ombra, nell’ancestrale vulnerabilità della loro presenza fisica, quasi sussurrando armonici tremori e bisbigliando lacrime sommesse.

Francesca Romana Pinzari, Scarpe, installazione, decolleté cristallizzate su vassoio, dimensioni variabili

Nell’opera Scarpe il sogno di scarpette di cristallo ferisce nella sua meraviglia, nella ricchezza fascinosa del suo spettro cromatico, l’elogio di un passo irrealizzabile elegantemente servito per il gustoso apprezzamento di un immaginario femminile.

Francesca Romana Pinzari, Scarpe, installazione, decolleté cristallizzate su vassoio, dimensioni variabili

L’artista racchiude enigmi in composti purissimi dalla pelle graffiante e fragile, tramuta lo spazio in ambienti della reminiscenza, evocando ritualità intime nell’incedere inarrestabile di elementi vegetali e minerali che si appropriano della casa, del suo vivere, delle sue confessioni.

 

Casa Spina di Francesca Romana Pinzari
a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo
Casa Vuota – Roma, via Maia 12, int.4 A
dal 22 febbraio, prorogata fino al 19 luglio 2020
informazioni: cell. 392.8918793 | email vuotacasa@gmail.com

 

Nota Biografica

Francesca Romana Pinzari è nata a Perth in Australia nel 1976 e vive a Roma. Lavora con video, installazione, performance, scultura e pittura. Il suo approccio alla pratica artistica è di stampo performativo e la sua ricerca parte dal corpo per parlare di identità fisica, culturale, politica e religiosa. Prendendo come punto di partenza se stessa e le proprie esperienze, i suoi lavori sono intimi ritratti che raccontano concetti universalmente noti nei quali gli spettatori possono immedesimarsi. Il suo ultimo ciclo di lavori verte sui concetti di natura e alchimia; rami spinosi e cristalli opalescenti si fondono per dare forma a installazioni scultoree che, mostrandosi agli occhi dello spettatore come preziosi ex voto, celano misteriosi rituali alchemici. Dal 1999 espone i suoi lavori sia in gallerie che in spazi pubblici e museali, in Italia e all’estero, all’interno di mostre, rassegne e festival. Tra le partecipazioni più significative si segnalano progetti in Finlandia, Slovacchia, Polonia, Cina, Germania, Regno Unito, USA, Messico, Nepal e Olanda.

Nicoletta Provenzano

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Ho scritto e curato cataloghi e mostre in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza. Mi affascinano le ricerche multidisciplinari e il dialogo creativo con gli artisti.