ArtePrimo Piano“Casa Spina”: Francesca Romana Pinzari in mostra a Casa Vuota

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In attesa che la gravità della situazione possa ridursi sensibilmente e in breve tempo, si propone oggi una piccola suggestione della personale di Francesca Romana Pinzari, Casa Spina, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, inaugurata il 22 febbraio scorso.

Francesca Romana Pinzari tramuta gli spazi di Casa Vuota in stanze dell’ignoto, dall’identità malinconica e fiabesca, che evocano confidenze assopite tra la vegetazione, gli oggetti, i quadri e i cimeli, portatori di memorie di cui si attarda il risveglio.

Francesca Romana Pinzari, Sacro Sale, 2020, cristallizzazione su foto e cornice, 13 X 16 cm

Il mondo minerale e vegetale intesse adagio intrecci ed ornamenti, adempie ad un sacrale e mistico cristallizzarsi di materia, dando vita ad un incanto tagliente, attraente e insidioso. Una casa abbandonata con i suoi frammenti di vite, ormai trascorse e secretate lungo i cretti dei muri, viene carezzata dal tempo, galante e cortese, che lascia le impronte del lento e inesorabile accadere, riconsegnando questi spazi, dalla memoria trattenuta, alla natura, al mutamento a cui è soggetta ogni materia.

Francesca Romana Pinzari, E’ stato solo un incidente, 2020, installazione, cristallizzazione su sedie, dimensioni variabili

Piccoli germi di cristallo conservano reminiscenze e saperi, brutali quanto raffinati, sospesi in epoche remote, in un’attesa che custodisce una graduale e placida trasformazione, di sostanze, di forme, di affetti. Un solitario passaggio delle stagioni consegna la casa ad uno sguardo avvinto ed incantato, lasciando scoprire meraviglie e crudeltà.

Francesca Romana Pinzari, Sacro Sale, 2020, cristallizzazione su dipinto e cornice, 15 X 19 cm

L’artista riveste la Casa di spine e cristalli, affina sogni e metafore, racconta dolori e malinconie, ricorda significati perduti tra rovi di fragilità inespresse, tra brucianti verità di cui permane l’odore in un cuore arso e lacero che espande le proprie cicatrici, come nell’opera Casa Spina.

Francesca Romana Pinzari, Casa Spina, 2020, combustione e spine su tavola, 130 X 77 cm

Nell’opera Hunger l’artista dispone la materia in ragione dell’arte, allestendo una tavola in cui ogni piega sulla superficie è equilibrio di natura e caos, increspato in forme geometriche regolari ripetute. L’appetenza è traversata da aculei che osteggiano il nutrimento, gli strumenti per rispondere al nostro languore feriscono chi li brandisce nel tentativo di portare a compimento un desiderio, saziato nell’esercizio di una volontà, dilatata forma dentro forma, che non prescinde dallo spasimo.

Francesca Romana Pinzari, Hunger, 2020, posate d’argento, tovagliolo e rami di rosa, dimensioni variabili

Nell’opera Ascensione funi di cristalli candidi e lucenti formano stalattiti e stalagmiti che risalgono e discendono in concrezioni spiraliformi lungo raggi di luce che scivolano lente come l’acqua, si rispecchiano nell’ombra e intonano i silenzi riaffiorati da un tempo che torna.

Francesca Roman Pinzari, Ascensione, 2020, installazione, cristallizzazione su corde e lampadario in ferro battuto, dimensioni variabili

Nell’opera Aspettandoti, formazioni di solfato di rame sono acuminati cristalli di cielo che si gingillano nei lavori all’uncinetto di un tovagliato antico e siedono delicati, ma feroci, nell’attesa di un ricongiungimento.

Francesca Romana Pinzari, Aspettandoti, 2020, installazione, cristallizzazione su copriletto all’uncinetto e poltroncina, dimensioni variabili

 

Francesca Romana Pinzari, Aspettandoti, particolare

Francesca Romana Pinzari, in Trappola per sogni, imprigiona preziosi enigmi e magie, incastona, in una rete di speranze diamantate, costellazioni di realtà e fantasia, promesse e illusioni.

Francesca Romana Pinzari, Trappola per sogni, 2020, cristallizzazione su rete di nylon e legno, 60 X 40 cm

In un’atmosfera antica, silente, inevitabilmente mutano i ricordi di un passato non conosciuto, rimasto impigliato negli oggetti, nelle vegetazioni, nei frammenti delle storie, dei dolori, degli accadimenti che la Casa tiene segreti e velati da un pulviscolo di mistero, impossibile da dissuggellare.

 

 

Nota biografica:

Francesca Romana Pinzari è nata a Perth in Australia nel 1976 e vive a Roma. Lavora con video, installazione, performance, scultura e pittura. Prendendo come punto di partenza se stessa e le proprie esperienze, i suoi lavori sono intimi ritratti che raccontano concetti universalmente noti nei quali gli spettatori possono immedesimarsi. Il suo ultimo ciclo di lavori verte sui concetti di natura e alchimia; rami spinosi e cristalli opalescenti si fondono per dare forma a installazioni scultoree che, mostrandosi agli occhi dello spettatore come preziosi “ex voto”, celano misteriosi rituali alchemici. Dal 1999 espone i suoi lavori sia in gallerie che in spazi pubblici e museali, in Italia e all’estero, all’interno di mostre, rassegne e festival. Tra le partecipazioni più significative si segnalano progetti in Finlandia, Slovacchia, Polonia, Germania, Regno Unito, USA, Messico e Olanda.

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.