ArtePrimo PianoCarlo Levi a Villa Torlonia: una mostra di disegni politici e opere pittoriche

Anna D’Agostino Anna D’Agostino5 Febbraio 2020
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Non è la prima volta che il Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma ospita una mostra su Carlo Levi (Torino 1902 – Roma 1975). Nel 2008, infatti, fu sede di un’esposizione che analizzava il rapporto fra Levi e gli artisti della Scuola Romana, mentre quella attuale – inaugurata il 28 novembre 2019, dal titolo Carlo Levi e l’arte della politica. Disegni e opere pittoriche – espone unicamente opere dell’artista torinese. Questa, in realtà, è la seconda edizione della mostra tenutasi a Palazzo Lanfranchi di Matera dal 28 agosto al 31 ottobre 2019, integrata in questa esposizione romana con le sue opere pittoriche. La mostra, curata dal Centro Carlo Levi di Matera e dalla Fondazione Carlo Levi di Roma, nasce dallo studio sistematico della “grafica politica” che il poliedrico Carlo Levi realizzò tra il 1947 e il 1948, rappresentata nell’esposizione da ben 58 disegni organizzati in due sezioni, aventi come soglia di separazione le elezioni del 18 aprile 1948 e che raccontano ironicamente la stagione politica di formazione dell’Italia Repubblicana.

Nei suoi disegni Levi alternò diversi stili, ricorrendo anche tematiche mitologiche che propose in versioni differenti. In alcuni fogli il tratto è più stilizzato e sintetico, fortemente allusivo e spesso venato da toni surrealisti; in altri, invece, espresse il proprio pensiero nel modo più diretto possibile, adottando il linguaggio tipico della satira politica, graficamente descrittivo e facilmente comprensibile.

Carlo Levi, Il vestito nuovo “Spero che mi vada bene ma la sottana è troppo lunga”, pennarello su carta, cm 435 x 320, data di pubblicazione: 23 dicembre 1947
Carlo Levi, Polemiche elettorali, pennarello su carta e tracce di lapis, mm 320 x 435, data di pubblicazione: 14 marzo 1948

Lo scorrere delle vicende storiche è integrato da 46 dipinti riconducibili al periodo cronologico 1932-1973, i quali permettono di constatare le affinità stilistiche e le riprese tematiche, sottolineando inoltre l’originalità e autonomia del Levi illustratore satirico rispetto all’artista o all’autore di Cristo si è fermato a Eboli (1945) o del romanzo L’orologio (1950), che rappresenta la controparte letteraria delle stesse vicende illustrate dalle tavole grafiche.

Del cospicuo numero di dipinti, 39 sono di proprietà della Fondazione Carlo Levi, ma vi sono alcuni prestiti inediti di collezioni private: una tela della Collezione Co&Co Srl (Ragazzo romano, 1950, olio su tela, cm 101 x 73), una della Galleria Silva di Milano (Gufi, 1950 circa, cm 50 x 45) e cinque tele di un’anonima collezione privata di Roma.

Carlo Levi, Ragazzo Aleandro, 1952, olio su tela, cm 73×100, Roma, Collezione privata

I dipinti esposti dimostrano che Levi ripercorse i generi più celebri della storia dell’arte: da grande pittore di figure quale fu, non potevano mancare i ritratti dei protagonisti dell’ambiente politico e intellettuale a lui contemporaneo come il filosofo giornalista Carlo Rosselli (1899-1937), fondatore del gruppo Giustizia e Libertà (di cui Levi fu un importante esponente); il ritratto dello storico Aldo Garosci (1907-2000), la cui amicizia con Levi risale al 1927; i ritratti dei familiari che sono in realtà i primi soggetti che si apprestò a dipingere, i ritratti dei suoi amori, come quello dell’elegantissima Paola Levi Olivetti, sua modella prediletta. Sono ritratti misurati e composti ma allo stesso tempo complessi perché dei vari personaggi restituì non soltanto l’anima più intima ma soprattutto il rapporto che ebbero con lui.

Carlo Levi, Ritratto di Aldo Garosci, 1948, olio su tela, cm 47×38, Roma, Fondazione Carlo Levi
Carlo Levi, Paola con vestito nero, 1939, olio su tela, cm 100 x 65, Roma, Fondazione Carlo Levi

Sono presenti inoltre molti autoritratti, che Levi realizzò durante tutta la sua vita, forse per interrogare narcisisticamente se stesso nelle differenti fasi della sua esistenza, assecondando, quindi, con la pittura questa sua interrogazione, cambiando di volta in volta lo stile della sua pennellata.

Carlo Levi, Autoritratto, 1938, olio su tela, cm 46×39,5, Roma, Fondazione Carlo Levi
Carlo Levi, Autoritratto a torso nudo, 1947, olio su tela, cm 50×60, Roma, Fondazione Carlo Levi

Vi sono le nature morte, che non sono quei dipinti formati da fiori e frutti dai vivi colori degli artisti dei secoli precedenti, ma con una febbrile e materica pennellata Levi creò quadri composti da funghi, teste scuoiate di capretti e di agnelli, frutti autunnali e pesci: sono l’interpretazione dell’angoscia e della drammaticità che investì tutta l’Italia prima e dopo la guerra.

Carlo Levi, Natura morta con aringhe e pane, 1940 circa, olio su tela, cm 50×60,5, Roma, Fondazione Carlo Levi

Sono presenti quadri di mitologia, di nudi, fino ad arrivare alla produzione degli anni ’50 dedicata principalmente alle tematiche meridionaliste tanto care all’autore. In mostra sono esposti dei dipinti che testimoniano l’interesse di Levi per i problemi di tutto il Mezzogiorno, che ebbe modo di approfondire tra il 1951 e il 1952 con dei viaggi in Calabria, accompagnato da Rocco Scotellaro, in Sicilia e in Sardegna. Tra le opere più significative e rappresentative delle ribellioni dei contadini contro le baronie feudali vi è il dipinto Contadine rivoluzionarie e come simbolo del dibattito della questione meridionale l’espressiva tela raffigurante il Lamento per Rocco Scotellaro.

Carlo Levi, Contadina calabrese, 1953, olio su tela, cm 76×36,5, Roma, Fondazione Carlo Levi
Carlo Levi, Contadine rivoluzionarie, 1951, olio su tela, cm 73×100,5, Roma, Fondazione Carlo Levi
Carlo Levi, Lamento per Rocco Scotellaro, 1953-1954, olio su tela, cm 97×146, Roma, Fondazione Carlo Levi

Concludono la mostra sei fotografie in bianco e nero che ritraggono l’artista nel suo studio abitazione a Palazzo Altieri in piazza del Gesù a Roma, poste a rappresentare non solo Levi pittore, ma l’uomo.

Carlo Levi a Roma nello studio abitazione di Palazzo Altieri in Piazza del Gesù

 

Carlo Levi e l’arte della politica. Disegni e opere pittoriche
Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi
Dal 29 novembre 2019 al 22 marzo 2020
Da martedì a domenica ore 9.00 – 19.00

Anna D’Agostino

Anna D’Agostino

Classe '93, laureata in Storia dell'Arte con una tesi in Museologia sull'arredamento dell'Ambasciata d'Italia a Varsavia dalla quale è scaturita una pubblicazione in italiano e polacco. Prosegue la ricerca inerente l'arredamento delle Ambasciate d'Italia nel mondo grazie a una collaborazione con la DGABAP del Mibact. É iscritta al Master biennale di II livello "Esperti nelle Attività di Valutazione e di Tutela del Patrimonio Culturale". Inoltre lavora per H501 srl.