Incorniciato dalla Majella e dal lago di Bomba all’orizzonte, tra rocce scoscese e case di pietra dove il silenzio è familiare come i colori della vallata e l’attesa attraversa il dialogo solitario del vento tra le fronde, sorge il borgo di Buonanotte del Comune di Montebello sul Sangro.

Il piccolo centro medievale, abbandonato a partire dagli anni ’60, ceduto al tempo e al suo lento incedere inesorabile ed ineluttabile, rinasce nel segno del progetto Buonanotte Contemporanea: un connubio tra arte, natura e architettura, unite in una relazione intima, identitaria e valoriale con il borgo e il territorio abruzzese, ricco di tradizioni, storie, memorie che si riaffacciano dall’oblio della dimenticanza per tornare vive nelle loro molteplici e sfaccettate realtà, interpretate e sperimentate dallo sguardo attento dell’arte.

Il progetto ideato da CASaA architetti (Fabio Armillotta, Carmela Palmieri e N. Marco Santomauro), a cura di Maria Letizia Paiato, vede gli interventi degli artisti Vincenzo Marsiglia, Jasmine Pignatelli e Artan Shalsi in un colloquio profondo con il paesaggio e con i ruderi del borgo di Buonanotte.
Le installazioni, connesse alla sopravvivenza spirituale e fisica del luogo, sono un ensemble armonico tra architettura, arte, valorizzazione culturale, osservazione e ricerca sul territorio: intervenendo direttamente nel consolidamento strutturale del paese vecchio, il linguaggio poetico dell’arte è il costrutto che sorregge e consolida baricentri precari, terreni su cui porre nuove basi immaginifiche, nuove prospettive, nuovi panorami per il contemporaneo.
Il percorso si snoda lungo le vie del borgo in un rimando di sguardi tra case di pietra e opere, vicoli e nuove aperture dell’immaginario che conducono il visitatore attraverso tempi e spazi antichi in cui trovare nuova linfa e oltrepassare i confini della visione, integrata e moltiplicata negli elementi costruttivi, nella materia e nel paesaggio circostante.

L’installazione ambientale Senza Titolo di Artan Shalsi in un gioco di specchi, rimandi e rivolgimenti conduce il visitatore in un alternarsi temporale e spaziale, in bilico tra stabilità e fralezza su un sostegno che si posa al traverso tra passato e futuro. L’opera, reale sostegno dell’edificio dove sorge, è la prima ad accogliere il visitatore, accompagnandolo in una dimensione d’incanto e di sorpresa.

Kaleidoscope di Vincenzo Marsiglia si pone come punto di unione, collegamento e nuova visione poliedrica tra il vecchio borgo, la natura del territorio e la nuova cittadina sorta poco distante.

L’opera, che protegge e assicura il digradare di due edifici, è un dispositivo per una nuova osservazione della realtà, del tempo che muta, dei ritmi dell’uomo e della natura, che includono la storia e i suoi percorsi, i suoi rimandi e le sue suggestioni, in un ampliamento dello sguardo che genera nuove idee e soluzioni.

A chiusura del cammino nel borgo di Buonanotte A Broken Line di Jasmine Pignatelli si muove in fratture modulari in progressione segnica, in due piani costruiti su una linea di equilibrio tra pieni e vuoti, destrutturando la fissità dell’attesa in una variazione ritmica che, seppur sembrando mutevole e incerta, puntella e rinforza due edifici pericolanti.
Nell’eleganza e finezza e nel gioco mutevole e variabile delle installazioni il borgo trova nuova resistenza e affermazione, nella tenacia delle radici innestate dall’arte. Buonanotte Contemporanea apre al pubblico giovedì 3 settembre 2020.

Nicoletta Provenzano
Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.