ArtePrimo PianoAlbum Arte ospita una doppia installazione video site specific di Sonia Andresano

Nicoletta Provenzano26 Gennaio 2021
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«I limiti, le trappole, le impossibilità mi sono necessari, vado loro incontro ogni giorno»
Philippe Petit, Trattato di funambolismo

 

Una riflessione e analisi concettuale, segnica e semiotica, di spazio e confine, nelle loro proprietà topologiche, si mostrano nitidamente lungo le pareti di AlbumArte, lungo le mura perimetrali interne della prima sala: nella doppia installazione video site specific BARCODE di Sonia Andresano, a cura di AlbumArte, Dimora OZ e Analogique, il cancello è l’elemento che articola ed estende correlazioni e concatenamenti tra apertura e chiusura, tra interno ed esterno, nelle sue linee estreme di delimitazioni confinarie.

Sonia Andresano, BARCODE, 2020, AlbumArte, still video

Barriera protettiva e soglia valicabile si stagliano nel sistema percettivo come codice lineare, simile al codice a barre, che identifica e definisce un vincolo, un segno e un modulo verticale multiplo che si chiarifica nello spazio di vuoti e pieni in sequenza, profilando schemi spaziali che dispongono confini e tracciati distinti, contrassegnando e comprendendo un al di qua e un al di là, la cui demarcazione è a volte eludibile, fittizia e vana.

BARCODE instaura un rapporto di transazione tra l’ambiente e l’osservatore, stabilendo, distinguendo e attraversando un dentro e un fuori, l’apertura e la chiusura di spazi liminali, reali, immaginari, semantizzati e codificati nell’esplicitazione di un limite provvisorio, un meccanismo che distanzia e connette, procedendo lungo assi ideali.

Sonia Adresano, BARCODE, 2020, doppia installazione video, AlbumArte, crediti Luis do Rosario, courtesy AlbumArte

Nei suoni della strada e del traffico automobilistico, costruttori di un’eco che prelude e accompagna l’attraversare, l’artista valica il limite, superando la barriera, non eludendo l’ostacolo, ma affrontandolo come necessario impedimento che esige un impegno, un impiego di forza e un’azione risolutrice che oltrepassa recinzioni materiali, tangibili, e sbarramenti emotivi, cancellati fugacemente in un passaggio di ombre in transito.

Sonia Adresano, BARCODE, 2020, doppia installazione video, AlbumArte, crediti Luis do Rosario,
courtesy AlbumArte

Lungo le linee divisorie di soglie invalicabili, il passaggio è anche un muoversi sul limite in un percorso acrobatico che prosegue e traccia lo spazio espositivo, che agita e percuote in un suono ritmico e modulare la sommità del margine e la serratura, superficie strutturale che si inscrive e si rappresenta nella sua funzione immanente come commistione di due diverse sfere semiotiche, interspazio confinale bivalente che echeggia equilibri e piccoli vacillamenti, conducendo oltre la stessa categorizzazione di barriera.

Nella realtà odierna, dove le prossimità relazionali, fisiche, spaziali sono segnate da una lontananza dalla densità marcata, BARCODE si spinge oltre i perimetri visivi, dove è possibile variare ed espandere paradigmi e codici del campo visivo e della dialettica spaziale.

Sonia Adresano, BARCODE, 2020, doppia installazione video, AlbumArte, crediti Luis do Rosario,
courtesy AlbumArte

BARCODE, a cura di AlbumArte, Dimora OZ e Analogique, è parte dell’evento collaterale ARKAD Manifesta 13 – Les Parallèles du Sud, presentato da KAD (Kalsa Art District), network di artisti, curatori, spazi e operatori culturali all’interno dell’area della Kalsa di Palermo. L’evento collaterale ARKAD, a cura di Dimora OZ e Analogique, è sostenuto dall’Italian Council ed è evento collaterale de La Quadriennale d’Arte 2020.

La proiezione di BARCODE negli spazi di AlbumArte è stata realizzata a porte chiuse nelle date del 19 e 20 gennaio 2021, per rientrare nelle date di definitiva chiusura della manifestazione, rimandata e sospesa più volte.

Partner del progetto: aA29 Project Room, AlbumArte, Analogique, Arteria Mediterranea, Bridge Art_residency, Casa Sponge, Dimora OZ, Dolomiti Contemporanee, Église, Fabula lab/Museo Archeologico Atella, Fourteen ArTellaro, GAD, KAD, KaOZ, Liminaria, MeNO, Museo di Santa Croce a Genova, Oratorio Santa Maria (Selàa), Parco Archeologico di Selinunte, PUSH, RAVE, Rizzuto Gallery, Scuola Popolare Villa Romana, Veniero Project.

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.