Nadia Pannone

HomeAuthorNadia Pannone, Autore presso La Citta Immaginaria

Basta poco a rendermi felice: un buon film, un po' di musica anni '80, una libreria, qualche conversazione stimolante, un lago, delle luci al neon, una piazza deserta e assolata, delle foto vintage, una casa abbandonata, una coperta e "a damn fine coffee".
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«In quale preciso momento, un individuo smette di essere quello che crede?». Dopo la parentesi più metodica del noir Chinatown (1974), ne L’inquilino del terzo piano (Le Locataire, 1976) – riadattato dal romanzo di Roland Topor Le Locataire chimérique – Roman Polański, con il supporto di Gérard Brach, torna a mettere al centro del suo interesse la psiche umana. Il terzo capitolo della cosiddetta “Trilogia dell’appartamento” prevede, infatti, ancora una personalità instabile intrappolata in una...

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Dopo il grande successo di Storia di un matrimonio (Marriage Story, 2019) – tra le pellicole protagoniste della stagione dei premi che si è da poco conclusa – Noah Baumbach si è posizionato, senza dubbio, tra gli autori americani più celebrati dell’attuale panorama cinematografico. Eppure, lo sceneggiatore, regista e produttore newyorkese cavalca l’onda del cinema indipendente americano ormai da anni, per l’esattezza dal momento in cui ha preso vita il sodalizio con un altro grande...

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La camera si muove circolarmente in una stanza buia, mostrando stralci di giacigli occupati da un’infinità di persone. C’è chi dorme e chi fa sesso, ognuno addossato all’altro, in un ammasso indistinto di corpi. Una ragazzina dai capelli lunghi e gli stivali gialli esce a riempire dei secchi d’acqua come ogni mattina, dando inizio a un nuovo giorno. Un giorno identico ai precedenti e ai successivi, perché in Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola...

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Se l’essere umano fosse privato – improvvisamente – di tutti i propri sensi, rinuncerebbe a lottare arrendendosi all’imminente Apocalisse o troverebbe la forza di riadattarsi e continuare a vivere? È da questo interrogativo che si muove Perfect Sense del regista britannico David Mackenzie (2011), sceneggiato da Kim Fupz Aakeson, prodotto da Zentropa – la casa di produzione fondata da Lars Von Trier – e presentato al Sundance Film Festival del 2011. Susan (Eva Green) e...

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Tra i nomi più interessanti dell’attuale panorama cinematografico spagnolo, spunta senza dubbio quello del regista sivigliano Alberto Rodríguez Librero che, a partire da 7 vírgenes (2005) e Grupo 7 (2012), è riuscito immediatamente ad attrarre l’attenzione del pubblico e delle giurie. In particolar modo, La isla mínima (2014) ha conquistato totalmente quella del Premio Goya, trionfando in ben dieci categorie – compresa quella di miglior film, regia, sceneggiatura e attore protagonista. Ci troviamo, qui, di...

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«Un attimo che valga una vita». È questo che Hirokazu Kore’eda insegue con il suo secondo lungometraggio – primo da sceneggiatore – Wandāfuru raifu (conosciuto anche come After Life, 1998). Un istante di pura gioia che oscuri il resto di un’esistenza spesso meschina e illumini l’infinito. Le persone, appena decedute, si recano in una sorta di limbo proprio per individuare il ricordo più prezioso della propria vita, prima del trapasso. Non vi è alcun tipo...

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Definito come il regista americano indipendente per eccellenza, Jim Jarmush – nel corso della sua carriera – ha fatto del silenzio e dell’anti-spettacolarità un tratto distintivo della sua opera. In quest’ottica, Paterson (2016) si presenta come la precisa figurazione della sua poetica, in quanto capace di fotografare con onestà i gesti della consuetudine e di riconsegnarli al pubblico arricchiti da un manto di poeticità. La pellicola, infatti, altro non fa che mostrarci una delle tante...

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La prima immagine di Personal Shopper di Olivier Assayas (2016) che perviene ci induce a connotare immediatamente il film come una ghost story. La protagonista Maureen (Kristen Stewart), infatti, si aggira in un’enorme abitazione disabitata e buia alla ricerca di un segnale ultraterreno; nello specifico, da suo fratello Lewis, scomparso alcuni mesi prima. Tuttavia, i primi esigui fenomeni paranormali non celano alcuno scopo intimidatorio; non è la paura il sentimento ultimo che la pellicola vuole...

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Era il 1947 quando una delle pièce teatrali più importanti del Novecento veniva scritta dal celeberrimo drammaturgo Tennessee Williams e portata in scena da Elia Kazan. Nel 1951, poi, la stessa opera veniva riadattata per il cinema ancora da Kazan, coinvolgendo gran parte del cast originale e realizzando quello che sarebbe diventato uno dei più importanti crocevia della storia del cinema. Un tram che si chiama Desiderio (A Streetcar Named Desire), infatti, segna un punto...

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«Capitolo primo. “Adorava New York. La idolatrava smisuratamente…” Ah no, è meglio “la mitizzava smisuratamente”, ecco. “Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin…” […] No, aspetta, ci sono: “New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata”». Si apriva con una dichiarazione d’amore Manhattan (1979), che nel titolo stesso celava la devozione di Woody Allen verso...