Nadia Pannone

HomeAuthorNadia Pannone, Autore presso La Citta Immaginaria

Basta poco a renderla felice: un buon film, un po' di musica anni Ottanta, una libreria, qualche conversazione stimolante, un lago, delle luci al neon, una piazza deserta e assolata, delle foto vintage, una coperta e un buon caffè.
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Dopo la parentesi più metodica del noir Chinatown (1974), ne L’inquilino del terzo piano (Le Locataire, 1976) – riadattato dal romanzo di Roland Topor Le Locataire chimérique – Roman Polański, con il supporto di Gérard Brach, torna a mettere al centro del suo interesse la psiche umana. Il terzo capitolo della cosiddetta “Trilogia dell’appartamento” prevede, infatti, ancora una personalità instabile intrappolata in una gabbia casalinga, in balìa delle vessazioni degli altri. Condomini, in questo caso;...

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La camera si muove circolarmente in una stanza buia, mostrando stralci di giacigli occupati da un’infinità di persone. C’è chi dorme e chi fa sesso, ognuno addossato all’altro, in un ammasso indistinto di corpi. Una ragazzina dai capelli lunghi e gli stivali gialli esce a riempire dei secchi d’acqua come ogni mattina, dando inizio a un nuovo giorno. Un giorno identico ai precedenti e ai successivi, perché in Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola...

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Se l’essere umano fosse privato – improvvisamente – di tutti i propri sensi, rinuncerebbe a lottare arrendendosi all’imminente Apocalisse o troverebbe la forza di riadattarsi e continuare a vivere? È da questo interrogativo che si muove Perfect Sense del regista britannico David Mackenzie, sceneggiato da Kim Fupz Aakeson, prodotto da Zentropa – la casa di produzione fondata da Lars Von Trier – e presentato al Sundance Film Festival del 2011. Susan (Eva Green) e Michael (Ewan...

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Definito come il regista americano indipendente per eccellenza, nel corso della sua carriera Jim Jarmush ha fatto del silenzio e dell’anti-spettacolarità un tratto distintivo della sua opera. In quest’ottica, Paterson (2016) si presenta come la precisa figurazione della sua poetica, in quanto capace di fotografare con onestà i gesti della consuetudine e di riconsegnarli al pubblico arricchiti da un manto di poeticità. La pellicola, infatti, altro non fa che mostrarci una delle tante settimane che scandiscono...

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La prima immagine di Personal Shopper di Olivier Assayas (2016) ci induce a connotare immediatamente il film come una “ghost story”. La protagonista Maureen (Kristen Stewart), infatti, si aggira in un’enorme abitazione disabitata e buia alla ricerca di un segnale ultraterreno; nello specifico, da suo fratello Lewis, scomparso alcuni mesi prima. Tuttavia, i primi esigui fenomeni paranormali non celano alcuno scopo intimidatorio; non è la paura il sentimento ultimo che la pellicola vuole infondere. La...

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Era il 1947 quando una delle pièce teatrali più importanti del Novecento veniva scritta dal celeberrimo drammaturgo Tennessee Williams e portata in scena da Elia Kazan. Nel 1951, poi, la stessa opera veniva riadattata per il cinema ancora da Kazan, coinvolgendo gran parte del cast originale e realizzando quello che sarebbe diventato uno dei più importanti crocevia della storia del cinema. Un tram che si chiama Desiderio (A Streetcar Named Desire), infatti, segna un punto...

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«Capitolo primo. “Adorava New York. La idolatrava smisuratamente…” Ah no, è meglio “la mitizzava smisuratamente”, ecco. “Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin…” No, aspetta, ci sono: “New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata”». Si apriva con una dichiarazione d’amore Manhattan (1979), che nel titolo stesso celava la devozione di Woody Allen verso la sua...

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Tra i principi fondanti della società occidentale, quello della famiglia è probabilmente il più consolidato e inviolabile. L’idea che qualsiasi cosa accada, anche nella situazione apparentemente più insormontabile, si possa sempre ritrovare un rifugio sicuro nel sangue del proprio sangue è uno di quei pochi e confortanti pensieri che permettono all’individuo di affrontare gli ostacoli della vita. Un’idea che, per la sua rilevanza e per la sua importanza come monito, si è sempre rispecchiata inevitabilmente...

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Realizzare un film in grado di esplorare le complesse relazioni sentimentali che si instaurano tra gli esseri umani è tutt’altro che un’impresa semplice: più ci si cimenta nella rappresentazione di un sentimento originario e universale, più il rischio di incappare in banalità e risvolti melodrammatici è alto. Ancora più arduo, in questo senso, andare a scrutare i legami che possono stabilirsi tra un essere umano e una macchina; non di certo un tema nuovo ma...

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Dopo una tribolata fase di produzione (appianata dalla piattaforma Netflix, che è arrivata a fornire un budget di 160 milioni di euro), finalmente il 21 ottobre ha visto la luce in Italia l’ultima fatica di uno dei più grandi registi degli ultimi cinquant’anni: The Irishman di Martin Scorsese, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. Scorsese ha il pregio di essere stato l’unico tra i grandi autori americani della New Hollywood a mantenere un’elevata...