Nadia Pannone

HomeAuthorNadia Pannone, Autore presso La Citta Immaginaria

Basta poco a rendermi felice: un buon film, un po' di musica anni '80, una libreria, qualche conversazione stimolante, un lago, delle luci al neon, una piazza deserta e assolata, delle foto vintage, una casa abbandonata, una coperta e "a damn fine coffee".
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«Un attimo che valga una vita». È questo che Hirokazu Kore’eda insegue con il suo secondo lungometraggio – primo da sceneggiatore – Wandāfuru raifu (conosciuto anche come After Life, 1998). Un istante di pura gioia che oscuri il resto di un’esistenza spesso meschina e illumini l’infinito. Le persone, appena decedute, si recano in una sorta di limbo proprio per individuare il ricordo più prezioso della propria vita, prima del trapasso. Non vi è alcun tipo...

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Definito come il regista americano indipendente per eccellenza, Jim Jarmush, nel corso della sua carriera, ha fatto del silenzio e dell’anti-spettacolarità un tratto distintivo della sua opera. In quest’ottica, Paterson (2016) si presenta come la precisa figurazione della sua poetica, in quanto capace di fotografare con onestà i gesti della consuetudine e di riconsegnarli al pubblico arricchiti da un manto di poeticità. La pellicola, infatti, altro non fa che mostrarci una delle tante settimane che...

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La prima immagine di Personal Shopper di Olivier Assayas (2016) che perviene ci induce a connotare immediatamente il film come una ghost story. La protagonista Maureen (Kristen Stewart), infatti, si aggira in un’enorme abitazione disabitata e buia alla ricerca di un segnale ultraterreno; nello specifico, da suo fratello Lewis, scomparso alcuni mesi prima. Tuttavia, i primi esigui fenomeni paranormali non celano alcuno scopo intimidatorio; non è la paura il sentimento ultimo che la pellicola vuole...

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A metà della carriera del celebre regista francese Louis Malle – a cavallo tra la sua produzione cinematografica in territorio nazionale e il suo trasferimento a Hollywood, dipeso dalle numerose controversie che i suoi film avevano suscitato in patria – si posiziona un’opera che, alla sua uscita, fu un totale flop e che, per tal motivo, mai viene ricordata quando ci si riferisce al lavoro del regista. Luna nera (Black Moon, 1975) – primo film...

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Era il 1947 quando una delle pièce teatrali più importanti del Novecento veniva scritta dal celeberrimo drammaturgo Tennessee Williams e portata in scena da Elia Kazan. Nel 1951, poi, la stessa opera veniva riadattata per il cinema ancora da Kazan, coinvolgendo gran parte del cast originale e realizzando quello che sarebbe diventato uno dei più importanti crocevia della storia del cinema. Un tram che si chiama Desiderio (A Streetcar Named Desire), infatti, segna un punto...

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«Capitolo primo. “Adorava New York. La idolatrava smisuratamente…” Ah no, è meglio “la mitizzava smisuratamente”, ecco. “Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin…” […] No, aspetta, ci sono: “New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata”». Si apriva con una dichiarazione d’amore Manhattan (1979), che nel titolo stesso celava la devozione di Woody Allen verso...

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Tra i principi fondanti della società occidentale, quello della famiglia è probabilmente il più consolidato e inviolabile. L’idea che qualsiasi cosa accada, anche nella situazione apparentemente più insormontabile, si possa sempre ritrovare un rifugio sicuro nel sangue del proprio sangue è uno di quei pochi e confortanti pensieri che permettono all’individuo di affrontare gli ostacoli della vita. Un’idea che, sia per la sua radicalità, sia per la sua importanza come monito, si è sempre rispecchiata...

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Realizzare un film che vada a esplorare le complesse relazioni sentimentali che si instaurano tra esseri umani è tutt’altro che un’impresa semplice: più ci si cimenta nella rappresentazione di un sentimento originario e universale, più il rischio di incappare in banalità e risvolti melodrammatici è alto. Ancora più arduo, in questo senso, andare a scrutare i legami che possono stabilirsi tra un essere umano e una macchina; non di certo un tema nuovo ma che,...

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Tra i molti autori europei che negli ultimi anni hanno conquistato Hollywood, c’è senza dubbio il greco Yorgos Lanthimos che, grazie ai suoi lungometraggi Kynodontas (2009) e Alps (2011), aveva conquistato alcuni tra i premi più prestigiosi di Cannes e Venezia, arrivando a stuzzicare l’attenzione dell’Academy. Il suo stile peculiare e l’originalità utilizzata nello studio delle relazioni umani, hanno affascinato grandi nomi, al punto che molti attori Hollywoodiani hanno espresso il proprio interesse a lavorare...

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Dopo una tribolata fase di produzione, appianata infine dalla piattaforma Netflix che è arrivata a fornire un budget di 160 milioni di euro; dopo una serie di diatribe scaturite da alcune critiche al mondo dei cinecomic; e dopo l’uscita di due titoli che hanno rappresentato dei veri e propri fenomeni mediatici, in grado di trascinare al cinema pubblico cinefilo e non – C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino e Joker di Todd Phillips...