HomeAuthorNadia Pannone, Autore presso La Citta Immaginaria

Basta poco a rendermi felice: un buon film, un po' di musica anni '80, una libreria, qualche conversazione stimolante, un lago, delle luci al neon, una piazza deserta e assolata, delle foto vintage, una casa abbandonata, una coperta e "a damn fine coffee".
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Il concetto di doppio è, da sempre, tra i più sfruttati e al contempo affascinanti: dalla filosofia alla letteratura, dalla psicologia al cinema; l’individuo è sempre stato irrimediabilmente attratto da quanto di più oscuro si possa celare nell’animo umano, persino in quello apparentemente più puro. Si direbbe che sia ormai impresa ardua riuscire ad avere qualcosa di originale da dire al riguardo e a rimaneggiare un soggetto così spremuto in maniera inedita o, quantomeno, stimolante....

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A volte la violenza non è una scelta. Un cane, se allevato con aggressività, può uccidere una persona. O sfigurare un bambino. Quando si cresce in miserevoli contesti, spesso la violenza è l’unica via di fuga. Un meccanismo volto a smorzare, anche solo per un attimo, l’assordante silenzio della solitudine. Nel sangue di Joseph (Peter Mullan) scorrono alcol e violenza. Una rabbia incontrollabile verso il mondo: i ragazzi sboccati al pub, i proprietari pakistani di...

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«Il ricordo mente: rende belle cose che non lo erano, altrimenti la vita sarebbe insostenibile». «Secondo me, le cose erano belle già prima e magari uno se ne rende conto a distanza di tempo perché durante non stava attento». Ricordi? di Valerio Mieli (2018) potrebbe essere riassunto con questo scambio di osservazioni tra i due protagonisti. Lui (Luca Marinelli) e Lei (Linda Caridi) s’incontrano a una festa e s’innamorano. Nel corso della pellicola assisteremo all’evoluzione...

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Stardust Memories (1980) è, a oggi, il film probabilmente più controverso di Woody Allen. Idolatrato o bistrattato, ha diviso pubblico e critica sin dalla sua uscita. Quello che a molti fan non era piaciuto era il tono della pellicola, molto più cupo rispetto a quello brillante delle commedie a cui Allen li aveva abituati durante gli anni ’70. Eppure già con Interiors (1978) e Manhattan (1979) aveva intrapreso un discorso di tipo decisamente più esistenziale....

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Quelli tra la metà dei ’60 e la fine dei ’70 sono stati acclamati come anni d’oro per la cinematografia americana. In un periodo di crisi – dovuto soprattutto all’avvento della TV – i produttori avevano scelto di rischiare e puntare su quei giovani cineasti che, ispirandosi al cinema europeo e agli accadimenti sociali e politici che li circondavano, costituivano vere e proprie sorgenti inesauribili di idee. Molti individuano ne Il laureato (The Graduate, 1967)...

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«Ero stata condannata a morte fin dalla nascita. O forse… era mia madre a dover essere giustiziata e ci siamo scambiate di posto». Strange Circus (Kimyo na Sakasu, 2005) di Sion Sono si apre con una grottesca scena circense di ispirazione felliniana. I colori eccessivamente sgargianti e l’atmosfera surreale ci suggeriscono di star assistendo al sogno – o meglio, all’incubo – di Mitsuko (Rie Kuwana), una ragazzina di 12 anni che, posta davanti a una...

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Si apre con una citazione dalla poesia A Dream Within a Dream di E.A. Poe (1849) il film culto del regista australiano Peter Weir, Picnic ad Hanging Rock (1975). Un immediato avvertimento, questo, sul tipo di opera a cui stiamo per assistere. Dai versi declamati dall’eterea protagonista Miranda (Anne Louise Lambert); ai ralenti che si soffermano sui gesti rituali e leggiadri di giovani allieve di un collegio femminile, sotto le magiche note del flauto di...

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L’ultimo è stato un anno molto fortunato per Matteo Garrone che con il suo Dogman (2018) ha fatto incetta di meritatissimi premi; dai David di Donatello ai Nastri d’Argento, dall’European Film Festival alla giuria di Cannes, incantata dalla toccante interpretazione di Marcello Fonte. Il regista – senza dubbio tra gli assoluti protagonisti della recente rifioritura del cinema italiano – ha conosciuto il grande successo nel 2008 con Gomorra, celebre pellicola ispirata all’omonimo romanzo di denuncia...

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In psicologia il gaslighting è una forma di violenza consistente nella perpetuazione di piccoli atti subdoli e menzogne ai danni di una vittima, con lo scopo di portarla a dubitare della propria memoria e sanità mentale. Il termine ha origine in ambito teatrale: nel 1938, il drammaturgo inglese Patrick Hamilton aveva portato in scena Gas Light, e nel 1940 l’opera era stata ripresa dal regista inglese Thorold Dickinson con il film Gaslight. La versione più...

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Conosciuto dai più per la sua attività nel mondo della moda, famoso per aver rilanciato il marchio Gucci e aver creato una griffe a proprio nome, Tom Ford si è cimentato negli ultimi anni anche con il linguaggio cinematografico, raggiungendo notevoli risultati. A Single Man (2009), seppur ritenuto eccessivamente patinato, aveva regalato a Colin Firth una meritatissima Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile alla 66ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e a Ford...