HomeAuthorMonica Di Martino, Autore presso La Citta Immaginaria - Pagina 2 di 5

Laureata in Lettere e laureanda in Filosofia, insegna Italiano negli Istituti di Istruzione Secondaria. Interessata a tutto ciò che "illumina" la mente, ama dedicarsi a questa "curiosa attività" che è la scrittura. Approda al giornalismo dopo un periodo speso nell'editoria.
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Igino Ugo Tarchetti nasce a San Salvatore Monferrato, paesino in provincia di Alessandria, e il suo temperamento anticonformista – incline alla solitudine e al disordine – ne fa un tipico rappresentante del clima scapigliato di Milano, città in cui si era trasferito dopo aver abbandonato la carriera militare. La Scapigliatura fu, in effetti, fenomeno essenzialmente milanese in quanto città più progredita dal punto di vista economico e sociale e in cui più evidente era il...

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L’assurdo dell’esistenza: questa la ragione dell’estraneità che porta l’eroe Meursault – protagonista del romanzo Lo straniero di Albert Camus – ad assistere al funerale della madre, morta in un ospizio, senza dimostrare il dolore che tutti si aspetterebbero da lui, a intrecciare una relazione con Maria, ma senza farsi coinvolgere in implicazioni sentimentali e, ancora, a uccidere senza alcun motivo un uomo, durante una giornata al mare. Il protagonista è “straniero” alla realtà, di qui il...

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«Rosa riso d’Amor, del Ciel fattura, Rosa del sangue mio fatta vermiglia, pregio del mondo, e fregio di Natura, de la Terra e del Sol vergine figlia, d’ogni Ninfa e Pastor delizia e cura, onor de l’odorifera famiglia, tu tien d’ogni beltà le palme prime, sovra il vulgo de’ fior Donna sublime»   Esiste forse un elogio ancor più vigoroso di quello dedicato alla rosa di Giovan Battista Marino? L’incontro tra Venere e Adone sta...

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Era il 1883 quando sul periodico parigino Le Chat Noir, Paul Verlaine pubblicava il sonetto Languore in cui identificava se stesso con l’Impero romano alla fine della decadenza, assumendone tutte le caratteristiche negative: la stanchezza, il vuoto, la noia, la fuga nell’evasione e nel divertimento. Siamo agli albori del Decadentismo, la cui visione del mondo è legata alla convinzione che ragione e scienza non siano in grado di fornire la chiave della conoscenza del reale...

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Vi è uno scrittore duecentesco che è stato paragonato ad alcuni altri del secondo Ottocento per temi piuttosto simili: la propensione al vizio nella propria condotta e il relativo compiacimento, la scelta di una vita misera ed errabonda. Figure tipiche di questo “maledettismo” sono infatti scrittori come Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimabaud e ancora, in Italia, il gruppo degli Scapigliati cui facevano parte figure quali Emilio Praga, Igino Ugo Tarchetti, Arrigo Boito. Stiamo parlando...

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Chiunque si aggiri per Campo dei Fiori a Roma non potrà fare a meno di notare come, collocato al centro di essa, vi sia l’imponente monumento dedicato a colui che fu dichiarato un «eretico impenitente» dall’Inquisizione e, come tale, arso sul rogo su questa stessa piazza, il 17 febbraio 1600. I problemi di Giordano Bruno con l’Inquisizione sorsero ben presto, fin da quando – a undici anni – vestì l’abito domenicano e venne redarguito più...

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Giuseppe Gioacchino Belli nasce a Roma nel 1791 e conduce un’esistenza difficile e stentata, salvo la parentesi matrimoniale con una ricca vedova che lo finanzia e gli consente una vita agiata. Caratterizzato da una personalità alquanto ambigua, quasi sdoppiata: da un lato il conservatorismo che lo sospinge verso una produzione poetica in lingua e un orientamento politico di adesione verso il potere rappresentato, a Roma, dal Papa e dalla Chiesa; dall’altro la vasta produzione dialettale...

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Simbolo del nuovo movimento estetico, criticato da quanti gli restano estranei, stravagante ed eccentrico, Oscar Wilde diventa presto uno dei personaggi più discussi della capitale inglese, dove si trasferisce dopo la laurea. Amato e odiato, affermò le sue idee sull’importanza del Bello per sfuggire agli orrori della società industriale, recuperando innanzitutto le lezioni del critico d’arte John Ruskin. L’esistenza stessa dello scrittore si risolve completamente nella sua creazione, per cui non è l’arte che imita...

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Spesso è proprio da una condizione sofferta che sono nati alcuni tra i più importanti capolavori letterari. E tra i tanti disagi derivanti – ad esempio – da un rapporto conflittuale, un ruolo di primo piano spetta a quello giocato dalla figura del genitore. È quanto accade al giovane Franz Kafka, la cui fragile personalità si piega sotto l’autoritarismo del padre. Un’accurata autoanalisi in questo senso affiora già nella Lettera al padre, una sorta di...

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Sulla scia di un accorto realismo – diverso comunque da quello europeo, perché diverse le condizioni politiche, economiche e sociali – vi è una straordinaria produzione narrativa russa. Quadri fedeli della società russa, dominata ad esempio dall’ossessione del denaro, saranno presenti nelle Anime morte di Nikolaj Vasil’evič Gogol’ o nelle Memorie di un cacciatore di Ivan Sergeevič Turgenev. Ma a ridare vita al grande realismo è senz’altro Lev Tolstoj. Il suo esordio come scrittore fu...