HomeAuthorMonica Di Martino, Autore presso La Citta Immaginaria

Laureata in Lettere e laureanda in Filosofia, insegna Italiano negli Istituti di Istruzione Secondaria. Interessata a tutto ciò che "illumina" la mente, ama dedicarsi a questa "curiosa attività" che è la scrittura. Approda al giornalismo dopo un periodo speso nell'editoria.
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Simbolo del nuovo movimento estetico, criticato da quanti gli restano estranei, stravagante ed eccentrico, Oscar Wilde diventa presto uno dei personaggi più discussi della capitale inglese, dove si trasferisce dopo la laurea. Amato e odiato, affermò le sue idee sull’importanza del Bello per sfuggire agli orrori della società industriale, recuperando innanzitutto le lezioni del critico d’arte John Ruskin. L’esistenza stessa dello scrittore si risolve completamente nella sua creazione, per cui non è l’arte che imita...

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Spesso è proprio da una condizione sofferta che sono nati alcuni tra i più importanti capolavori letterari. E tra i tanti disagi derivanti – ad esempio – da un rapporto conflittuale, un ruolo di primo piano spetta a quello giocato dalla figura del genitore. È quanto accade al giovane Franz Kafka, la cui fragile personalità si piega sotto l’autoritarismo del padre. Un’accurata autoanalisi in questo senso affiora già nella Lettera al padre, una sorta di...

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Sulla scia di un accorto realismo – diverso comunque da quello europeo, perché diverse le condizioni politiche, economiche e sociali – vi è una straordinaria produzione narrativa russa. Quadri fedeli della società russa, dominata ad esempio dall’ossessione del denaro, saranno presenti nelle Anime morte di Nikolaj Vasil’evič Gogol’ o nelle Memorie di un cacciatore di Ivan Sergeevič Turgenev. Ma a ridare vita al grande realismo è senz’altro Lev Tolstoj. Il suo esordio come scrittore fu...

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A dispetto di quanto sia stato più volte affermato, la Divina Commedia nasce da una visione cupa e apocalittica della realtà. Dante infatti vede dinanzi a sé un mondo caotico, violento, corrotto, in cui l’ordine voluto da Dio è sovvertito: il potere politico, che dovrebbe garantire il bene agli uomini, trascura la sua funzione; quello religioso, anziché perseguire fini spirituali, si preoccupa di accrescere la propria influenza politica. Tutti i sani valori del passato appaiono...

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Ernest Hemingway nacque a Oak Park (1899), in Illinois. Fin da piccolo, seguendo il padre nelle sue attività, entrò in contatto con la natura ancora selvaggia della frontiera americana che segnerà la sua opera, specie in merito al sentimento del dolore e della morte. Partecipò come volontario alla Grande Guerra e traspose quell’esperienza nel romanzo Addio alle armi, dove il tema del conflitto si alterna a quello amoroso che però si risolve tragicamente; anche in Fiesta,...

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È Alfonso, il protagonista del primo romanzo di Italo Svevo, Una vita – scelto in luogo dell’altro titolo, poiché meno accattivante, Un inetto – a inaugurare un tipo di personaggio, l’inetto appunto, che tornerà regolarmente nelle opere successive dell’autore. Si tratta dell’incarnazione della debolezza, dell’insicurezza psicologica, che lo rende «incapace alla vita». Pur nel frequente ricorso di questa figura nella letteratura di questi anni, l’inetto di Svevo non viene ritratto solo dal punto di vista...

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Noir, romanzo nero, thriller, giallo, poliziesco, cronaca nera sono tutte scritture che presentano numerose coincidenze: dalla presenza di cadaveri alle ambientazioni realistiche. Un genere che ha partorito numerosi romanzi e racconti – che hanno incontrato una sempre maggiore diffusione – e che genera, in chi legge, una costante quanto contraddittoria tensione tra il desiderio di distogliersene, di allontanarvisi, sentendolo come altro da sé e l’attrazione che esercita. Nato come genere narrativo negli anni ’20 del...

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Sui giri di valzer cui da sempre siamo chiamati ad assistere, immancabilmente amplificati dai mezzi di informazione, è difficile talvolta mantenere o trovare una certa stabilità o una ferma posizione. Nella confusione generale, tuttavia, abbiamo un’ottima alternativa, un’arma che risulta essere sempre vincente per meglio affrontare e sciogliere le tensioni: la satira, la sana e vecchia satira che – fin dall’antichità – si avvale dell’ironia, del sarcasmo, dell’umorismo e del comico per descrivere la realtà...

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Era il 1851 quando, dalla penna di Herman Melville, uscì il romanzo Moby Dick. All’epoca l’opera fu duramente respinta dal pubblico e presto dimenticata, ma colui che con Nathaniel Hawthorne, Ralph Waldo Emerson e Walt Whitman diede vita a un nuovo movimento letterario, il Rinascimento americano, morì quasi del tutto sconosciuto per poi essere apprezzato nella sua grandezza solo nel Novecento. Moby Dick è il racconto di una caccia alla balena e ha un significato...

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Teofilo Folengo è l’esponente più rappresentativo di una singolare forma di letteratura che ha i suoi antecedenti più diretti nel latino – con quel suo vocabolario tutto intriso di vocaboli e di elementi volgari, il cosiddetto “latinus grossus” – e che rimanda alla poesia maccheronica anche se, a differenza di quest’ultima, si presenta come un gioco intellettuale sugli errori di grammatica, con l’effetto di una parodia dell’elegante latino classico e umanistico. Folengo soggiorna a Padova: un fatto...