Lucia Cambria

HomeAuthorLucia Cambria, Autore presso La Citta Immaginaria

Siciliana, laureata in lingue, letterature e traduzione. Particolare predilezione per la poesia romantica inglese e per la comparatistica. Traduttrice di prosa e versi. Appassionata di lettura di classici, scrittura, arte sacra e tradizioni locali.
https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/08/4y4ry4rysw4y.jpg

«In fair Verona» – «nella bella Verona» – è la città in cui è ambientato uno dei drammi più amati di tutti i tempi. Gli «star-cross’d lovers» («amanti sfortunati») più famosi del mondo continuano con la loro triste storia a incantare i lettori e gli spettatori e sono per questo divenuti l’emblema del sentimento amoroso. Ma cosa giace alle origini di questa che viene definita dal suo titolo per esteso un’«eccellentissima e tristissima tragedia»? Il...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/08/34t34t34t34t34yt34.jpg

Una frase di Rita Levi Montalcini sembra essere in perfetta sintonia con i versi di uno dei poeti più importanti del Novecento: «Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita». Umberto Saba, infatti, scrisse proprio di come la vita del poeta abbia, rispetto a quella di «tutti gli uomini», un’essenza diversa, più intensamente vissuta. Lo fece nella poesia intitolata proprio Il poeta, quasi a voler erigere una sorta di definizione su chi sia...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/07/r3tw3tw3tt.jpg

Ho sparso i miei sogni sotto i tuoi piedi, Cammina piano, perché stai camminando sui miei sogni.   Questi due versi racchiudono tutto l’amore che legò William Butler Yeats alla donna che è da sempre stata considerata la sua musa ispiratrice: Maud Gonne, attrice e rivoluzionaria irlandese. E Maud davvero camminò sui sogni di Yeats; anzi, sarebbe forse opportuno – in questo caso – scegliere per il termine utilizzato nel testo originale («tread»), la variante...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/07/dgdggsgw.jpg

La «bliss of solitude» («beatitudine della solitudine») è ciò che William Wordsworth delinea nel componimento poetico noto come I Wandered Lonely as a Cloud (Vagavo in solitudine come una nuvola) o, semplicemente, Daffodils (Narcisi o Giunchiglie). Queste due possibili denominazioni del brano inquadrano tutto il contesto lirico in cui il poeta compose questi versi: il vagare mette in luce la tipica figura del Wanderer romantico, assorto tra le sue meditazioni e alla ricerca di ciò che...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/07/ergerer.jpg

«Morire / è un’arte, come ogni altra cosa. / E io lo faccio magnificamente».   Questi versi di Lady Lazarus rappresentano un triste progetto, un piano architettato nei dettagli da parte di chi ha sempre considerato la morte un appuntamento imperdibile, troppo prezioso per non essere pensato, ragionato, pianificato. L’11 febbraio del 1963 tutto questo venne messo in atto: questa arte ragionata, che è il morire, trovò la propria rappresentazione in un appartamento di Fitzroy...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/06/hjkjjhhl.jpg

«I love your verses with all my heart, dear Miss Barrett». Queste furono le parole che nel 1845 Robert Browning scrisse alla donna che l’anno successivo sarebbe divenuta sua moglie: Elizabeth Barrett, nota poi come Elizabeth Barrett Browning, aveva fatto innamorare coi suoi versi il padre del monologo drammatico. Già dagli anni precedenti poetessa affermata grazie alla pubblicazione di The Seraphim and Other Poems (1838) – dramma in versi in cui due angeli conversano su...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/06/rgrgrr.jpg

Le parole oggi non bastano. In una delle ultime sue raccolte poetiche (La traversata dell’oasi. Poesie d’amore 1998-2001) è ciò che Maria Luisa Spaziani sentenzia nel titolo di una delle poesie: tutte le parole esistenti sono già state utilizzate, al poeta non resta altro che servirsi di «un prevedibile dejà vu»:   Non chiedermi parole oggi non bastano. Stanno nei dizionari: sia pure imprevedibili nei loro incastri, sono consunte voci. È sempre un prevedibile dejà...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/06/xbdfhdhd-1280x700.jpg

In uno dei saggi contenuti in Saggi di letteratura popolare (1943), Paolo Toschi – accademico e studioso di letteratura folkloristica – parla del rapporto tra Gabriele d’Annunzio e la tradizioni popolari. Ciò che lo studioso delinea è una cornice all’interno della quale si evince come lo scrittore abbia incluso nella propria opera elementi tratti dalla tradizione popolare. Toschi la definisce vera e propria religione. Non si parla, pertanto, di una semplice manifestazione regionalistica, ma di...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/06/ssggrwgrgrw.jpg

Addormentarsi nella vita sembra essere stato il desiderio più grande di un poeta sempre vissuto all’ombra; crogiolandosi nell’atmosfera adamantina di versi illuminati e illuminanti, Sandro Penna ha composto liriche evanescenti, vaporose, eppur gravate dal peso di sublimi riflessioni. Perugino di origine, Penna nacque all’inizio del secolo scorso e trascorse gran parte della sua vita nella Capitale. La sua adolescenza fu colma di letture che fecero in lui germogliare i versi della tradizione: Leopardi, D’Annunzio, Ungaretti,...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/06/ddfsefsfger.jpg

«Che cosa è l’uomo? dove cerchi i suoi segni? è il barometro, l’architettura barocca, il fazzoletto: non c’era il pane, nemmeno, una volta, né i tarocchi, né i fotoromanzi, né il letto»   Con questi versi di Ballata dell’automa si riassume una delle tecniche più utilizzate nella poesia di Edoardo Sanguineti, romanziere, poeta e critico letterario genovese scomparso dieci anni fa. Nell’assemblage, questo il nome dell’espediente lirico impiegato, degli oggetti, o anche solo dei segni...