Giulia Spagnuolo

HomeAuthorGiulia Spagnuolo, Autore presso La Citta Immaginaria

Storica dell’arte e curatrice in fieri, è interessata a raccontare ogni storia dalla parte degli artisti, per capire quello che c’è dietro, prima e oltre le singole opere.
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È noto a tutti, da sempre, che Vitruvio fosse l’autorità indiscussa per gli architetti rinascimentali. Dai suoi trattati, essi avevano accolto come dogma l’assunto per cui ogni parte di un edificio – all’interno così come all’esterno – dovesse corrispondere nelle forme, nelle misure e nei rapporti a un unico sistema armonico, esattamente come il corpo umano, del quale la costruzione, in pieno Rinascimento, doveva rispecchiare le proporzioni. L’uomo infatti, in quanto creazione di Dio, rappresentava...

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Quando guardiamo un dipinto di Hieronymus Bosch, è difficile pensare che la persona da cui scaturirono alcune delle opere più surreali e inquietanti del XVI secolo fosse coetanea di Leonardo da Vinci. Eppure Jeroen Anthoniszoon van Aken , chiamato Bosch dal nome della sua città natale (‘s-Hertogenbosch), nacque intorno al 1450 nei Paesi Bassi e morì nel 1526, solo pochi anni dopo il collega toscano. La sua pittura è diametralmente opposta a quella che caratterizzò il...

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La storia del Polittico dell’agnello mistico – dipinto dai fratelli Hubert e Jan van Eyck nel 1432 – inizia forse realmente soltanto nel 1945, quando l’opera venne ritrovata dai famosi Monuments Men nella miniera di salgemma di Altausse, in Austria, tra i tesori artistici trafugati dai funzionari di Adolf Hitler. Il Führer auspicava per il suo Reich la creazione di un museo di Belle Arti che custodisse i più grandi capolavori di ogni secolo –...

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I cambiamenti nelle modalità di realizzazione dei ritratti devono essere considerati come lo specchio più fedele delle trasformazioni politiche, sociali e culturali della Storia. All’inizio del Rinascimento, il secolo in cui la ritrattistica come la intendiamo oggi vede ufficialmente la luce e, contemporaneamente, raggiunge forse l’apice più alto della sua parabola artistica in termini di risultati formali, gli Stati signorili cominciano a declinare, mentre sorge un nuovo ceto medio determinato a lasciare un segno tangibile dello...

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Se vi parlassero di neuroscienze applicate alla storia dell’arte, non ci credereste mai. Pensereste subito che non esistano due cose più lontane e incompatibili. Ma vi sbagliereste. Numerosi sono i punti di contatto tra questi due ambiti, primo tra tutti l’esperienza dell’empatia, che attraverso la scoperta del sistema dei neuroni specchio (MNS) nella corteccia premotoria ventrale e in quella parietale posteriore dell’essere umano ha fornito le basi per lo sviluppo della “neuroestetica”, e ha dato adito...

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Nella seconda metà del XVI secolo, ad Anversa, si sviluppa un nuovo modo di concepire l’immagine pittorica, estremamente moderno, che gran parte avrà nell’opera giovanile di Diego Velázquez un secolo dopo. Si tratta di un tipo di raffigurazione particolare, definibile come “immagine raddoppiata”, nella quale convivono due piani contenutistici diversi, separati spazialmente tra loro ma complementari, in dialogo l’uno con l’altro. L’approdo a questo genere di rappresentazione da parte del pittore fiammingo Pieter Aertsen intorno...

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Se è vero che ogni opera d’arte racchiude in sé il germe dell’esperienza autobiografica del proprio autore, la pittura dell’ultimo Vincent Van Gogh costituisce la più profonda confessione dell’artista olandese. A darcene una dimostrazione è lo storico d’arte Meyer Schapiro, che nel 1946 compone un saggio monografico esemplare sul dipinto Campo di grano con volo di corvi del 1890, nel quale unendo il suo attento metodo storico-filologico all’indagine stilistica più dettagliata, analizza l’uso anomalo della...

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Negli anni ‘50, mentre il mondo artistico si spingeva verso le nuove sperimentazioni del formalismo astratto e verso l’elusione del soggetto, Pablo Picasso – eterno controcorrente – non solo recuperava il figurativismo, ma lo faceva addirittura chiamando in causa la storia dell’arte del passato, dalla quale gli artisti di metà Novecento volevano staccarsi il più possibile. Dopo aver attraversato tutti gli stili delle avanguardie di inizio secolo – dal cubismo, al surrealismo, al realismo –...

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Giuseppe Penone fu l’artista più giovane a unirsi al gruppo definito dal critico Germano Celant nel 1967 come “Arte Povera”, un movimento destinato a rivoluzionare i fondamenti della concezione artistica tradizionale attraverso il recupero ideologico delle avanguardie storiche e l’utilizzo di mezzi inusuali, che uscivano dal solco tracciato dall’arte fino a quel momento per avvicinarsi alle situazioni culturali contemporanee. Penone, nella sua ricerca artistica, fa convergere le forme della natura con l’espressione corporea, e lo fa abbandonando i...