Giulia Spagnuolo

HomeAuthorGiulia Spagnuolo, Autore presso La Citta Immaginaria

Ho capito che io e l’arte avremmo fatto grandi cose insieme già quando, quattrenne, iniziai a disegnare sui muri di casa. Oggi, dopo ventitré anni, sono storica dell’arte e curatrice in fieri, interessata a raccontare ogni storia dalla parte degli artisti, per capire quello che c’è dietro, prima e oltre le singole opere. Ho anche smesso di dipingere pareti. Per ora.
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Che la mela sia da sempre un frutto potentemente simbolico e allegorico, non ci sono dubbi. Fin da quel primo pomo che Eva colse e imprudentemente mangiò nel Giardino dell’Eden, contravvenendo alle indicazioni di Dio e facendo sprofondare il genere umano nel peccato, la mitologia della mela è stata costantemente legata a doppio filo all’immaginario femmineo e a quello erotico. Simbolo d’amore in quanto attributo ricorrente della dea Venere, oggetto rituale nelle antiche cerimonie nuziali...

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Quando si parla di Michelangelo Buonarroti si pensa subito alla sua scultura, che lo ha innalzato tra i grandi Maestri del XVI secolo, e alla sua pittura, nei confronti della quale – nonostante i capolavori di indubbia grandezza – egli mantenne sempre un atteggiamento conflittuale, dovuto al riconoscimento dell’inferiorità di tale arte rispetto a quella «che si fa per forza di levare». Anche le opere architettoniche progettate ed eseguite dal Buonarroti hanno contribuito a fissare...

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A via Agostino Bertani, nel cuore vivo di Trastevere, le radici capitoline si percepiscono così forti da scomodare addirittura i sommi antenati latini. Il potente Giano Bifronte, figura prettamente italica dell’antica religione romana, sciovinista al punto da non rivendicare alcun’origine greca, diventa l’emblema del progetto artistico “Hic et Nunc” e della collaborazione tra realtà diverse, unite dalla stessa necessità di reazione e immediatezza. I protagonisti di questo incontro sono ‘vicini di casa’ che condividono la...

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Quando guardiamo un dipinto di Hieronymus Bosch, è difficile pensare che la mente da cui scaturirono alcune delle opere più surreali ed inquietanti del XVI secolo fosse coetanea di Leonardo da Vinci. Eppure Jeronymus van Aken, chiamato Bosch dal nome della sua città natale (‘s-Hertogenbosch), nacque intorno al 1450 nei Paesi Bassi e morì nel 1526, solo pochi anni dopo il collega toscano. La sua pittura è diametralmente opposta a quella che caratterizzò il Rinascimento...

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Se è vero che ogni opera d’arte racchiude in sé il germe dell’esperienza autobiografica del proprio autore, la pittura dell’ultimo Van Gogh costituisce la più profonda confessione dell’artista olandese. A darcene una dimostrazione è lo storico d’arte Meyer Schapiro, che nel 1946 compone un saggio monografico esemplare sul dipinto Campo di grano con volo di corvi del 1890, nel quale unendo il suo attento metodo storico-filologico all’indagine stilistica più dettagliata, analizza l’uso anomalo della prospettiva...