Adele Porzia

HomeAuthorAdele Porzia, Autore presso La Citta Immaginaria - Pagina 2 di 3

Nata in provincia di Bari, in quel del ’94, si è laureata in Filologia Classica e ha proseguito i suoi studi in Scienze dello Spettacolo. Giornalista pubblicista, ha una smodata passione per tutto quello che riguarda letteratura, teatro e cinema, tanto che non cessa mai di studiarli e approfondirli.
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È incredibile che, quando si parla di grandi scrittori, vi siano eventi e curiosità che, chissà per quale ragione, vengono totalmente (o quasi) taciuti e fatti cadere nell’oblio. Forse perché ritenuti di scarsa importanza rispetto a episodi più rilevanti, oppure perché con il pretesto di ricordare ciò che proprio non va scordato si decide di chiudere un occhio su accadimenti che finirebbero per togliere quella patina di irraggiungibile grandezza a molti amatissimi romanzieri, rendendoli più...

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Qualcuno ha detto – ed è questa un’affermazione pesantissima per un italiano – che il mondo non ha probabilmente mai conosciuto poeta più grande di Charles Baudelaire. E si sa che di critici esaltati è piena la terra, ma questa lapidaria sentenza – seppur estrema – ha del vero. E, per quanto possa dolere il cuore a un qualunque italiano che rammenti l’inizio della Divina Commedia o che ricordi di Silvia e dei suoi «occhi...

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«Rivestì di bronzo lucente e per prima cosa intorno alle gambe adattò le gambiere, belle, rinforzate d’argento sulle caviglie, poi allacciò intorno al petto la corazza che un giorno gli aveva donato Cinira re di Cipro; aveva dieci strisce di smalto nero, dodici d’oro, venti di stagno, serpenti di smalto azzurro si snodavano verso il collo, tre da ogni lato, simili all’arcobaleno che Zeus dispone sopra le nuvole come segno d’augurio per i mortali. Assicurò alle spalle...

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Quanto è bello iniziare a studiare la Divina Commedia. Si è al terzo anno di scuola superiore, nel pieno dell’adolescenza, magari innamoratissimi, persi nel pensiero di quel ragazzo o ragazza che proprio non vuol cessare di incantarci e, in un bel pomeriggio d’autunno, ci vediamo (almeno inizialmente) obbligati a leggere l’incomprensibile opera di quel burbero di Dante Alighieri. Un nome spaventoso. Parliamo, in fondo, del padre della letteratura italiana, della lingua italiana, della letteratura europea,...

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E adesso parliamo di Kafka, nulla di più complesso. Ma si sa che le imprese più difficili sono sempre quelle che andrebbero ricordate, nonché fomentate. E, perciò, come potremmo sottrarci a una tale sfida, rinunciando così a parlare di uno di quei colossi, indiscussi geni, quei grandi che nascono una sola volta ogni secolo, solo per rivoluzionarci la vita e cambiare per sempre la letteratura? Certamente, il lettore si sta domandando come può essere considerato...

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È incredibile constatare, ogni volta che ci si imbatte in una notizia originale su qualche scrittore, che gli storici e gli studiosi – crudeli amministratori dell’informazione – abbiano deliberatamente nascosto episodi tanto divertenti ai poveri lettori. I quali, naturalmente, continuano a deambulare e a barcollare nel buio, senza il conforto di notizie assurde e spiritosissime che potrebbero mutare radicalmente lo studio e la lettura di quei libri colossali e monumentali, che da sempre atterriscono e...

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Nel 1821, sono nati tre tra i più grandi geni mai esistiti. Tre scrittori straordinari, che hanno modificato per sempre la letteratura europea, se non mondiale, e che hanno il grande merito di aver introdotto in modi squisitamente diversi la modernità, il progresso, le trasformazioni dell’epoca nella letteratura, senza restare ancorati a un passato idilliaco, come molti dei contemporanei. Ed è incredibile che Paul Verlaine, il più famoso dei poeti maledetti, in una delle sue...

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La letteratura è spesso specchio dei tempi. Li riflette e ne offre al contempo un’analisi particolarmente precisa. O, almeno, tra i tanti, questo è presupposto della grande letteratura. E noi possiamo vantare molti grandi scrittori (anzi, poeti, perché gran parte della letteratura italiana è in versi) che hanno compreso fino in fondo la realtà, indagandone senza illusione gli aspetti meno visibili. Tra questi, è il caso di ricordare Ludovico Ariosto, sventurato poeta presso gli Este,...

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Nel 1616 il mondo pianse due dei più grandi geni mai esistiti, capostipiti di due delle più belle letterature al mondo, nonché padri del romanzo e del teatro moderno: Miguel de Cervantes e William Shakespeare. Morti, come se non bastasse, a un giorno di distanza l’uno dall’altro. Il mondo pianse e, forse, piange ancora, ma facilmente si consola, perché a essere sopravvissute ai due artisti sono le loro opere. E qui ci sarebbe tanto da...

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Quando nel 1877, Tolstoj diede un finale – e che finale – alla sua storia più bella, non era pienamente consapevole del capolavoro che aveva portato a termine. Ci erano voluti due anni di sacrifici, durante i quali aveva pubblicato a puntate la sua Anna Karenina su Russkij Vestnik, importante rivista dell’epoca. Un romanzo, questo, così diverso da Guerra e Pace, con personaggi meglio caratterizzati e situazioni assai più ironiche. Insomma, la prova provata di...