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In poesia e in prosa, fin da quando si è piccoli e si iniziano a muovere i primi curiosi e incerti passi nel mondo dei libri, ci si imbatte subito in una figura retorica usata e strausata sin dalle origini della letteratura antica: si parla, naturalmente, della signora metafora, che indica – proprio come vuole l’etimologia – un trasferimento di significato. Dire qualcosa in senso figurato e, nella finzione, rendere la realtà meglio di quanto...

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Per molti, il primo romanzo della letteratura italiana non è I promessi sposi, ma Ultime lettere di Jacopo Ortis, l’opera scritta in forma epistolare da Ugo Foscolo. Senza entrare nel merito di questa o quella posizione, anche perché la cosa richiederebbe molto spazio, è interessante notare che questi due capolavori lamentano entrambi un’occupazione straniera del suolo italiano, prima ancora che ci fosse un’Italia. Venezia era stata ceduta all’Austria con il trattato di Campoformio, da qui...

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«Rivestì di bronzo lucente e per prima cosa intorno alle gambe adattò le gambiere, belle, rinforzate d’argento sulle caviglie, poi allacciò intorno al petto la corazza che un giorno gli aveva donato Cinira re di Cipro; aveva dieci strisce di smalto nero, dodici d’oro, venti di stagno, serpenti di smalto azzurro si snodavano verso il collo, tre da ogni lato, simili all’arcobaleno che Zeus dispone sopra le nuvole come segno d’augurio per i mortali. Assicurò alle spalle...

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La bilancia è simbolo di giustizia dall’origine dei tempi. Strumento affidabilissimo del fato, decreta con assoluta certezza il vincitore di una contesa e perfino quello che sarà. Probabilmente, la sua prima associazione alla dea bendata risale ai Micenei, in un certo senso i nostri nonni putativi, i veri avi dei Greci, cui dobbiamo davvero tanto della nostra società e della nostra letteratura. Ed è proprio da qui che si deve partire per risalire alle origini...

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Durante il Romanticismo tedesco, il tema del riscatto sociale ha un ruolo fondamentale e si estende in ogni forma di narrativa. Certo, è strano parlare in questi termini di una fiaba, specie perché la si associa a un’età nella quale non si riflette sui significati sottesi di quelle parole che ascoltiamo con tutta l’attenzione possibile. Eppure, una fiaba apparentemente innocente, come Cappuccetto Rosso, può avere tanti significati e nascondere una serie di misteri ancora non del...

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Prima, quando ancora non c’era una netta demarcazione tra i generi (triste abitudine contemporanea), non vi era differenza tra la poesia e la storia. O meglio una differenza di certo c’era, perché se la prima abbelliva la verità, allo scopo di comunicarla nella sua forma migliore, la seconda si limitava a rintracciare e a trasmettere il vero, senza concentrarsi sulla forma, senza imbellettare o addolcire la talvolta amara pillola della realtà. Eppure, prima che nascesse...

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Sul mito di Edipo e sulla sua tragedia si sono spesi fiumi di inchiostro e ancora adesso questi studi non smettono di affascinare e sorprendere. E, per quanto se ne scriva tanto, non è mai troppo. Indagare la tragedia antica significa, infatti, scoprire l’origine del teatro, della letteratura e della nostra civiltà, perché tanto hanno ragionato sul governo e sulla democrazia questi immensi uomini che possiamo ritenere nostri avi. L’Edipo a Colono è una grande...

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Un classico ha molteplici chiavi di lettura: è probabilmente in questo che risiede l’immortalità dell’antico. Lo sguardo dell’esperto non si placa e non si stanca mai di osservare. L’occhio di chi indaga, nel tentativo di sviscerare ogni contenuto, non viene mai lasciato riposare; per questo, chi conosce profondamente l’opera, il suo autore e i suoi personaggi, trova sempre di che parlare, nonostante da lungo tempo si sia dedicato anima e corpo al suo approfondimento. Eppure,...

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All’inizio della sua opera monumentale, il meraviglioso Decameron, Giovanni Boccaccio parla di quel tragico evento che fu la peste del 1348. Non si limita certo a far soffrire i lettori, ma la usa sapientemente quale punto di partenza della sua storia. E così quella tremenda pestilenza, che piegò Firenze, divenne teatro di cento storie, narrate dai dieci protagonisti dell’opera. Una cornice certamente insolita, che Boccaccio sapeva bene avrebbe riportato alla memoria dei fiorentini una serie di...

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Non è affatto azzardato affermare che bisognerebbe imparare l’inglese anche solo per leggere William Shakespeare in lingua. Di questo straordinario drammaturgo non sappiamo molto; non ne conosciamo neppure precisamente il volto, tanto è avvolta nel mistero la sua figura. E la domanda più frequente che si fa ogni lettore, profano e non, è proprio la seguente: come ha fatto un uomo solo a scrivere delle opere così belle e importanti? Effettivamente, Shakespeare non era da...