HomeAuthorAnita Malagrinò Mustica, Autore presso La Citta Immaginaria

Nata a Venezia, ma costantemente in viaggio per passione e lavoro, studia Lettere Classiche a Bari. Sognando di poter dedicare la sua vita alla ricerca e all’insegnamento, ha collaborato e collabora con varie realtà editoriali, scrivendo per diverse riviste di divulgazione scientifica e culturale. Appassionata di teatro e di poesia, porta avanti numerosi progetti performativi che uniscono i due ambiti.
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Quali sono le principali tappe che portarono alla nascita della scrittura alfabetica in Grecia, che fu poi base indiretta per l’evoluzione dei caratteri latini? La storia della scrittura, troppo spesso trascurata, porta ad approfondire retroscena interessanti e a cogliere lo sviluppo di processi a cui si deve la permanenza dell’impronta degli Antichi. Prima di approdare a un sistema alfabetico, che richiedesse una quasi totale biunivocità tra suono e segno grafico, la Grecia continentale vide la...

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Tucidide, storiografo vissuto nel V secolo a.C., è stato autore di un’opera ineguagliabile, splendida quanto complessa, in cui ha raccontato – anno per anno – le vicende legate alla guerra del Peloponneso, conflitto che vide lo scontro tra Ateniesi e Spartani per circa ventisette anni, dal 431 al 404 a.C. Si potrebbero impiegare fiumi di inchiostro per parlare di Tucidide e dei problemi sorti intorno alla sua figura, ma in questa sede si è preferito...

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La poesia lirica greca venne sostanzialmente inaugurata da Archiloco, che rappresenta il maggiore esponente della poesia giambica, assieme a Semonide e a Ipponatte. Tale genere, che prende il nome dal metro adoperato (il giambo, appunto), venne trasformato in una forma d’arte elevata proprio da Archiloco, che lo perfezionò – secondo le ipotesi più seguite – a partire dalla tradizione di un antico culto misterico riservato alla dea Demetra. Un segno distintivo della poesia giambica è l’invettiva,...

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Gli avvenimenti degli ultimi anni hanno portato gli uomini a interrogarsi sulla propria natura e a riflettere sulla sostanziale caducità della propria esistenza. Gli intellettuali affrontano da sempre questa tematica nelle loro opere, avviando riflessioni detentrici di interrogativi sconfinati e irrisolvibili. La poesia, come al solito, intercetta i dilemmi dell’animo, rendendoli materia di versi ed eternando le domande che connotano endemicamente l’uomo e la sua profondità. L’immagine degli uomini come le foglie percorre – in...

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Nel canto IX dell’Odissea, Ulisse – dopo essersi lasciato trasportare e commuovere dall’aedo Demodoco, su esplicita richiesta del re Alcinoo – rivela la sua vera identità e dà inizio al racconto delle peripezie vissute fino a quel momento. Nella narrazione, si sofferma anche sull’episodio dei cosiddetti Lotofagi, uomini – dimoranti sulle coste della Cirenaica – abituati a cibarsi del dolcissimo frutto del loto. I compagni di Ulisse assaggiano il fiore, rimanendo sostanzialmente narcotizzati e perdendo...

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Nel fondamentale volume curato da Margherita Guarducci, L’epigrafia greca dalle origini al tardo impero, pubblicato a Roma nel 1987, la grande archeologa ed epigrafista italiana si occupa di analizzare, tra le tante, un’iscrizione estremamente importante, la cosiddetta legge contro la tirannide (337/336 a.C.). La studiosa ritiene che il testo, di eccezionale importanza, sia da considerarsi un modello delle leggi pubbliche ateniesi di età classica. Le leggi venivano imposte dagli organi costituzionali dello Stato, affinché venissero...

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La poesia elegiaca vede nel lamento dell’innamorato il suo fulcro. Il poeta canta le sue sofferenze, derivanti da una relazione estremamente complessa e travagliata. I dolori patiti dall’io lirico si riflettono in versi carichi di “pathos” e colmi di passioni lancinanti e ossimoriche. La verve creativa è indirizzata alla donna amata, spesso celata da uno pseudonimo e rappresentata nella più cinica indifferenza verso i sentimenti a lei rivolti. I vari autori non lesinano crude invettive,...

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Il mito delle Danaidi riguarda le cinquanta figlie di Danao, da cui sarebbe disceso il popolo dei Danai. Per sfuggire a un’unione endogamica con i figli di Egitto, loro cugini, le fanciulle seguirono il padre ad Argo, città a cui Danao era legato, discendendo egli da Zeus e da Io, figlia del dio fluviale Inaco e, al contempo, re della città. Costrette alle nozze, durante la prima notte, tutte uccisero i loro rispettivi mariti. Soltanto...

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Nel 1978, il fortunato ritrovamento di un papiro contenente alcuni versi di epigrammi, verificatosi presso Qasr Ibrîm (l’antica Primis), permise di ottenere informazioni utili sulla produzione del poeta elegiaco Gaio Cornelio Gallo, vissuto in età augustea e caduto presto in disgrazia. Originario di Forum Iulii, nella Gallia Narbonese, egli nacque nella seconda metà del I sec. a.C. e si trasferì poi a Roma, dove divenne generale fidato di Ottaviano. Combatté nella battaglia di Azio (31 a.C.)...

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Catullo, autore di versi pregni di raffinatezza formale e imbevuti di voluttuosa carica magmatica, amò l’ambigua Lesbia, molto probabilmente identificabile con Clodia, sorella del celeberrimo tribuno della plebe Clodio. Con intensità e vigore, il poeta veronese introdusse la sofferenza amorosa nel panorama culturale dell’austera Roma, aprendo la strada a un filone fortunatissimo in cui si inserirono i poeti elegiaci. Catullo, infatti, verrà ripreso e riadattato, costituendo un punto di riferimento efficacie e incisivo. Al centro...