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Nell’iconografia funeraria etrusca sono spesso raffigurate navi, pesci o scene di navigazione fin dal VIII-VII secolo a.C., sovente dipinte sul vasellame ceramico. Fin dalla fase più antica viene evocato il mare nella pittura parietale tombale, ad esempio nel tumulo della Nave di Cerveteri. La percezione del mare come “ambiente” prossimo all’Aldilà continua dall’età orientalizzante fino all’ellenismo, e nasce dall’esperienza umana che scopre i pericoli mortali e gli ambienti inospitali delle profondità marine. In un’epoca di...

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Negli ultimi anni i numerosi studi su tutti i contesti funerari verucchiesi hanno evidenziato come a Verucchio la presenza di sepolture plurime sia attestato in tutti i sepolcreti. Il sito di Verucchio, in provincia di Rimini, è situato sulla sommità di un colle dalle pareti scoscese, sul corso del Marecchia, a circa 15 chilometri dalla costa adriatica, ed è caratterizzato dal rituale dell’incinerazione con deposizione delle ossa in un’unica urna all’interno della struttura funeraria. Le analisi...

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In Italia, a partire dall’VIII secolo a.C., si nota l’utilizzo di forme di scrittura acquisite probabilmente grazie all’influsso delle genti greche che colonizzavano le coste della penisola e rielaborate dalle diverse popolazioni per adattarlo alle decine di lingue presenti. I reperti rinvenuti dal VII secolo a.C., prevalentemente nell’Italia centrale, documentano una varietà di linguaggi o dialetti che finiranno per scomparire in seguito all’espansione romana e alla conseguente unificazione linguistica. Di alcune lingue non abbiamo altro che la citazione...

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Tra il 2001 e il 2005 i lavori per la costruzione dell’Alta Velocità si concentrarono nei pressi di Beneceto, in provincia di Parma, e portarono all’attenzione degli storici i resti di una terramara, ovvero un insediamento complesso delimitato da terrapieni e fossati. Lo scavo attraversava da est a ovest un abitato a Forno del Gallo, per una larghezza compresa tra i 10 e i 30 metri e una lunghezza di 650 metri. La terramara si...

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L’Anfiteatro Morenico d’Ivrea, solcato dalla Dora Baltea, si è formato nel corso del Pleistocene da nove eventi di avanzata dei ghiacciai provenienti dalla Val d’Aosta. Durante l’ultimo pleniglaciale, i ghiacci ricoprirono solamente il sistema di colline rocciose nella parte settentrionale dell’Anfiteatro Morenico, creando una serie di cinque laghi ancora attivi e di due intorbati. Il lago Pistono, nel territorio comunale di Montalto Dora, raggiunge una profondità di 16 metri, ma oggi è più alto di...

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A Veio, nel comune di Roma, ha sede un abitato etrusco di grande rilevanza, le cui strutture principali risultano alquanto peculiari. Il pianoro non sembra abitato prima dell’inizio dell’Età del Ferro, come evidenziano gli scavi che mostrano un’occupazione a piccoli gruppi dislocati su tutto il perimetro, generalmente nei pressi delle zone marginali. Per questo periodo, si può immaginare un’articolazione dello spazio secondo diversi quartieri autosufficienti, cioè costituiti ciascuno da strutture abitative, produttive e luoghi per...

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Numerosi resti ossei di corvidi sono stati ritrovati in diversi siti dell’Età del Ferro in Gran Bretagna e nel resto d’Europa. Negli ultimi decenni, molteplici autori hanno sostenuto che gli uccelli fossero sepolti deliberatamente e che i corvi, in particolare, rappresentassero un importante elemento nella deposizione di materiale culturale. Una serie di sepolture animali, comprendente corvi, è stata recentemente identificata nei pozzi del sito di Dorchester, evidenziando il ruolo delle deposizioni di animali nella Britannia...

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Il sito di Lugo di Grezzana, situato ai piedi dei Monti Lessini (in provincia di Verona), ha restituito un importante abitato attribuibile alla cultura di Fiorano, interpretato come luogo di lavorazione e distribuzione della selce. Il deposito archeologico si situa a quota 280-305 metri sul livello del mare, su di un terrazzo fluviale del torrente Progno. L’area è caratterizzata dal rinvenimento di strutture stabili e articolate con funzioni abitative e artigianali. La fase più antica è...

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I suoni che le lettere etrusche esprimono possono essere compresi perché il sistema di scrittura utilizzato è un adattamento di quello che, a partire dal IX secolo a.C., circolava nel Mediterraneo. Secondo le testimonianze delle fonti scritte latine lasciateci da Tacito e Plinio, la scrittura fu introdotta in Etruria nella seconda metà del VII secolo a.C. per opera del corinzio Demarato; eppure, le più antiche iscrizioni – nelle quali si avverte la coesistenza di segni...

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Nel territorio tra Piacenza e Reggio Emilia sono state rinvenute circa 230 sepolture pertinenti alla cultura dei Vasi a Bocca Quadrata (VBQ), ma esistono alcune testimonianze funerarie che hanno suscitato un particolare interesse per la loro particolarità. Le datazioni sono state eseguite su reperti ossei umani e hanno indicato un arco cronologico di riferimento compreso tra il primo secolo e l’ultimo quarto del V millennio BC. Le aree funerarie sono rappresentate da tombe disperse o...