https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/09/ggggggg.jpg

Durante l’Età del Bronzo, il bacino del lago di Bolsena – a differenza delle zone circostanti – risulta poco frequentato: nonostante le ingenti risorse naturali, infatti, non è stato individuato alcun insediamento di lunga durata almeno fino alla fine dell’VIII secolo a.C. Subito al di fuori del bacino lacustre si trova l’insediamento di Civita di Grotte di Castro, la cui posizione fu probabilmente scelta al fine di controllare l’importante percorso che collegava il distretto vulcente...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/10/hhh-1.jpg

Nel 1971, sui fondali della sponda occidentale del Lago di Viverone, un subacqueo appassionato di archeologia individuò i resti di strutture sommerse. Nei decenni seguenti furono localizzati circa 4200 pali su una superficie di oltre due ettari, che formavano un villaggio di pianta circolare di 70 metri di diametro, circondato da palizzate e attraversato da un sentiero su pali. L’importanza del sito palafitticolo Vi1-Emissario, rispetto agli altri contesti archeologici sommersi nel lago, risiede sia nella...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/12/frrerererere.jpg

Nell’aprile del 1981, nei pressi di Vieste (in provincia di Foggia), in occasione dello sbancamento del versante sud-orientale della collina per la costruzione di abitazioni, sono state scoperte due camere sovrapposte e messe in luce numerose aperture collegate fra loro. I primi ritrovamenti archeologici della zona comprendevano vasi in ceramica, a volte interi o con resti di cibo al loro interno, lucerne di pietra, punteruoli d’osso, utensili come picconi da miniera e mazzuoli di selce,...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/12/hhh.jpg

La prima pubblicazione di una tomba costruita in elevato risale al 1913, quando Orsi si soffermava sulla tomba 52/54 della contrada Casino di Centuripe e ne descriveva le caratteristiche: composta da un circolo di pietre, con un diametro di 2,35 metri, coperta probabilmente con zolle e massi. Si è pensato che la copertura – poi crollata – fosse piana, vista la presenza di due lastroni all’interno del circolo. Questa tomba conteneva un numero minimo di...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/12/ggg-1.jpg

Una delle più antiche manifestazioni di architettura funeraria megalitica in Sardegna è la necropoli neolitica di Li Muri, nel territorio di Arzachena (in provincia di Sassari), oggetto di scavo nella prima metà del secolo scorso. Si compone di una serie di tombe a cista litica, ricoperte in origine da un tumulo, anche se oggi è rimasta soltanto la base di pietre, contenute all’interno di un circolo a lastre verticali. L’aspetto del sito doveva consistere, in...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/08/ggg-3.jpg

A sud dell’abitato di Meduno, in provincia di Pordenone, a 295 metri sul livello del mare, si trova un insediamento frequentato in un periodo compreso tra l’Eneolitico e il Bronzo Antico, individuato negli anni ’90 del secolo scorso grazie ai ritrovamenti sulla superficie dei campi arati di alcuni manufatti in pietra scheggiata e frammenti ceramici attribuiti alle prime età dei metalli. L’area su cui si trova il sito appartiene a una serie di terrazzi fluviali...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/11/34t4t4tg4rtg4w3.jpg

Il sito di Collecchio (Parma), scoperto nel 1992 durante i lavori di sviluppo della viabilità cittadina, è il più ricco deposito del Mesolitico antico mai esistito; oggetto di un ampio scavo nella Pianura Padana meridionale, rappresenta un luogo chiave per indagare gli aspetti del ripopolamento umano in questa area dopo l’ultimo massimo glaciale (LGM). Il sito – che si trova sulla sommità del conoide alluvionale del fiume Taro (106 metri sul livello del mare), leggermente...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/06/hhhhh.jpg

La presenza sulla costa tirrenica campana di individui e gruppi provenienti dall’area irpina, a partire dalla metà dell’VIII secolo a.C., è parte del fenomeno di mobilità che coinvolge la dorsale medio- appenninica nel momento in cui – con le fondazioni di Pithecusa e Cuma – si consolida la presenza greca in Campania. Per controllare gli approdi e le vie di comunicazione principali, vengono impiantati diversi stanziamenti, che esauriscono la loro funzione agli inizi del VII...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/06/hbbuihbuinn.jpg

La parte meridionale della necropoli della Padova protourbana, indagata tra il 2002 e il 2003, veniva utilizzata già dalla prima metà del IX secolo a.C. e ha restituito 692 sepolture in un’area di soli 300 metri quadrati. Sono state individuate diverse fasi che corrispondono ad altrettanti cicli sepolcrali, con un divario iniziale di circa tre generazioni; inoltre, si è notato che le sepolture sono organizzate in insiemi ai lati di una fascia di rispetto, che...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/07/gggg.jpg

L’abitato neolitico di Colle Cera, vicino Loreto Aprutino (in provincia di Pescara), è localizzato sulla sommità pianeggiante di un colle a 265 metri sul livello del mare. Il substrato, costituito prevalentemente da limi argillosi giallastri omogenei, ha conservato nei 200 metri quadrati di area di scavo diverse strutture neolitiche, tra cui fosse, focolari e pozzetti. Dal fondo di una struttura provengono frammenti di carbone, datati con il metodo del radiocarbonio (5230-4910 cal bC e 5230-4940 cal bC), che...