HomeAuthorAlice Massarenti, Autore presso La Citta Immaginaria

Nata a Mirandola, in provincia di Modena, classe ’84, si è laureata in Archeologia e storia dell’arte del vicino oriente antico e in Quaternario, Preistoria e Archeologia con una tesi in Evoluzione degli insiemi faunistici del Quaternario. Ha un’ossessione per i fossili e una famiglia che importuna costantemente con i racconti delle sue ricerche sul campo.
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In località Monte Moncione, nel comune di Portoferraio (Livorno), nell’arco di diversi decenni sono stati rinvenuti materiali ceramici di epoca protostorica. Sono quindi state esplorate diverse zone, mediante saggi localizzati che hanno messo in luce sia tracce di scavi clandestini che di frequentazione umana antica. Dal riparo sottoroccia dell’Area 100 sono emerse 2 buche, di cui una dovuta a una frequentazione di epoca moderna. Era presente un muro lungo il margine esterno del riparo, allineato...

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L’area dei laghi varesini è stata frequentata fin dalla Preistoria; dal Neolitico, poi, cominciarono a sorgere villaggi palafitticoli sulle sponde dei bacini lacustri, in alcuni casi frequentati fino all’Età del Bronzo grazie alle caratteristiche di un ecosistema vario e ricco di risorse. I siti palafitticoli varesini furono identificati nella seconda metà dell’Ottocento, per stimolo di quanto accadde in Svizzera: durante l’inverno 1853-54, una forte siccità produsse uno straordinario abbassamento del livello dei laghi; a Obermeilen,...

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Durante l’Età del Bronzo, il bacino del lago di Bolsena – a differenza delle zone circostanti – risulta poco frequentato: nonostante le ingenti risorse naturali, infatti, non è stato individuato alcun insediamento di lunga durata almeno fino alla fine dell’VIII secolo a.C. Subito al di fuori del bacino lacustre si trova l’insediamento di Civita di Grotte di Castro, la cui posizione fu probabilmente scelta al fine di controllare l’importante percorso che collegava il distretto vulcente...

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Nel 1971, sui fondali della sponda occidentale del Lago di Viverone, un subacqueo appassionato di archeologia individuò i resti di strutture sommerse. Nei decenni seguenti furono localizzati circa 4200 pali su una superficie di oltre due ettari, che formavano un villaggio di pianta circolare di 70 metri di diametro, circondato da palizzate e attraversato da un sentiero su pali. L’importanza del sito palafitticolo Vi1-Emissario, rispetto agli altri contesti archeologici sommersi nel lago, risiede sia nella...

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Nell’aprile del 1981, nei pressi di Vieste (in provincia di Foggia), in occasione dello sbancamento del versante sud-orientale della collina per la costruzione di abitazioni, sono state scoperte due camere sovrapposte e messe in luce numerose aperture collegate fra loro. I primi ritrovamenti archeologici della zona comprendevano vasi in ceramica, a volte interi o con resti di cibo al loro interno, lucerne di pietra, punteruoli d’osso, utensili come picconi da miniera e mazzuoli di selce,...

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La prima pubblicazione di una tomba costruita in elevato risale al 1913, quando Orsi si soffermava sulla tomba 52/54 della contrada Casino di Centuripe e ne descriveva le caratteristiche: composta da un circolo di pietre, con un diametro di 2,35 metri, coperta probabilmente con zolle e massi. Si è pensato che la copertura – poi crollata – fosse piana, vista la presenza di due lastroni all’interno del circolo. Questa tomba conteneva un numero minimo di...

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Una delle più antiche manifestazioni di architettura funeraria megalitica in Sardegna è la necropoli neolitica di Li Muri, nel territorio di Arzachena (in provincia di Sassari), oggetto di scavo nella prima metà del secolo scorso. Si compone di una serie di tombe a cista litica, ricoperte in origine da un tumulo, anche se oggi è rimasta soltanto la base di pietre, contenute all’interno di un circolo a lastre verticali. L’aspetto del sito doveva consistere, in...

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A sud dell’abitato di Meduno, in provincia di Pordenone, a 295 metri sul livello del mare, si trova un insediamento frequentato in un periodo compreso tra l’Eneolitico e il Bronzo Antico, individuato negli anni ’90 del secolo scorso grazie ai ritrovamenti sulla superficie dei campi arati di alcuni manufatti in pietra scheggiata e frammenti ceramici attribuiti alle prime età dei metalli. L’area su cui si trova il sito appartiene a una serie di terrazzi fluviali...

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Il sito di Collecchio (Parma), scoperto nel 1992 durante i lavori di sviluppo della viabilità cittadina, è il più ricco deposito del Mesolitico antico mai esistito; oggetto di un ampio scavo nella Pianura Padana meridionale, rappresenta un luogo chiave per indagare gli aspetti del ripopolamento umano in questa area dopo l’ultimo massimo glaciale (LGM). Il sito – che si trova sulla sommità del conoide alluvionale del fiume Taro (106 metri sul livello del mare), leggermente...

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La presenza sulla costa tirrenica campana di individui e gruppi provenienti dall’area irpina, a partire dalla metà dell’VIII secolo a.C., è parte del fenomeno di mobilità che coinvolge la dorsale medio- appenninica nel momento in cui – con le fondazioni di Pithecusa e Cuma – si consolida la presenza greca in Campania. Per controllare gli approdi e le vie di comunicazione principali, vengono impiantati diversi stanziamenti, che esauriscono la loro funzione agli inizi del VII...