HomeAuthorAnna D’Agostino, Autore presso La Citta Immaginaria

Classe '93, laureata in Storia dell'Arte con una tesi in Museologia sull'arredamento dell'Ambasciata d'Italia a Varsavia dalla quale è scaturita una pubblicazione in italiano e polacco. Prosegue la ricerca inerente l'arredamento delle Ambasciate d'Italia nel mondo grazie a una collaborazione con la DGABAP del Mibact. É iscritta al Master biennale di II livello "Esperti nelle Attività di Valutazione e di Tutela del Patrimonio Culturale".
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Nell’antichità, a chi si appellava la popolazione in caso di malattie, o peggio, di epidemie? Nel mondo greco vi era una divinità, Asclepio, che a Epidauro era conosciuto con il nome di Soter e Katharsios: risanatore dei morbi. Il nome sembra derivare dalle sue prerogative guaritrici ed è identificato come “colui che risana dolcemente”. È incerta l’origine del suo culto, anche se, secondo Strabone, egli nacque come un eroe guaritore accompagnato dall’attributo del serpente. Secondo...

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La nascita di Cristo è uno dei temi biblici che ha ispirato maggiormente gli artisti di tutte le epoche, ma una delle raffigurazioni più insolite è senza dubbio quella dipinta da Pieter Bruegel il Vecchio, celebre artista fiammingo del XVI secolo. Si tratta dell’Adorazione dei Magi conservata presso la National Gallery di Londra. La tavola, firmata e datata in basso a destra, è probabilmente l’unica pala d’altare dipinta dall’artista, nonché una delle poche opere a soggetto...

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In Inghilterra, il paese in cui l’ascesa della borghesia fu più intensa e precoce rispetto al resto d’Europa, si configurò una società diversa, dove anche l’arte figurativa tese a liberarsi dell’egemonia artistica continentale, orientandosi verso una vigorosa rappresentazione della realtà, ricca di contenuti satirici, incentrati in particolare sulle licenziose imprese e sulla squallida avidità dell’aristocrazia. Sono questi i soggetti raffigurati dal maggior pittore inglese della prima metà del Settecento, William Hogarth (1697-1764). Egli fu sostenitore...

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La produzione di falsi di opere artistiche costituisce un aspetto molto rilevante della storia dell’arte, come altrettanto rilevanti sono i casi in cui determinati musei acquistarono alcuni manufatti senza verificarne adeguatamente la provenienza. Prima di narrare uno degli esempi più eclatanti di questo genere di eventi, che vede protagonista uno dei musei più famosi al mondo, bisogna comprendere come si considera un falso. Cesare Brandi, già nel 1958, sostenne che «falso non è falso finché...

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Fra gli antichi mestieri ormai scomparsi si annovera certamente quello del tintore. Un’attività rilevante per l’industria tessile dell’Occidente medievale che suscitò fin dall’antichità diffidenza e disprezzo. In particolare, nell’Europa medievale cristiana la repulsione per coloro che praticavano l’arte della tintoria fu ancora più forte, manifestata sia nella prassi che nell’immaginario. Per spiegarne il motivo bisogna innanzitutto partire dal lessico, essendo la parola il miglior modo per tramandare significati e ideologie. Come ha analizzato Michel Pastoureau...

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Del vetro veneziano si conoscono le formidabili qualità e la straordinaria maestria con la quale gli artigiani veneziani, a partire dal Duecento, crearono delle vere opere d’arte uniche al mondo. Dai mosaici ai vetri soffiati e alle coppe, il vetro è da sempre un materiale versatile che si presta sia alle lavorazioni più preziose e complesse che agli impieghi più umili, come gli oggetti d’uso comune. Si tratta di un materiale completamente artificiale, la cui...

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Lungo l’antica strada costiera che conduceva in Calabria, il cosiddetto “Miglio d’oro”, itinerario obbligato per i viaggiatori attratti dalla bellezza del paesaggio e dalle peculiarità archeologiche, vi fu la tendenza da parte dell’aristocrazia napoletana a costruire splendide residenze suburbane ai piedi del Vesuvio. Fra queste vi è la Reggia di Portici, edificata per volere dei sovrani Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia. I lavori cominciarono nel 1738 quando re Carlo commissionò il progetto...

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É una storia complessa e affascinante quella che vede protagonisti dei veri e propri tesori artistici di lino e indaco: i teli della Passione del Museo Diocesano di Genova. Collocabili tra devozione popolare e arte colta, i quattordici teli raffiguranti Scene della Passione di Cristo provengono da una delle chiese più amate dall’aristocrazia genovese, l’Abbazia benedettina di S. Nicolò del Boschetto in Val Polcevera, dove alcuni di essi vennero commissionati intorno al 1538, come apparato...

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Nel 1523, Galeazzo Sanvitale – per cercare di allinearsi ai dettami della cultura rinascimentale di stampo umanistico diffusasi nelle corti padane – commissionò al giovane Francesco Mazzola, meglio conosciuto come Parmigianino, la decorazione di una saletta posta al pian terreno della propria residenza di Fontanellato, in provincia di Parma. La piccola sala, di forma rettangolare (4,35 x 3,90 x 3,50 metri), è chiusa da un soffitto a volta costituito su quattordici lunette, nelle quali il Parmigianino...

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Nel 1546 Cosimo I de’ Medici avviò a Firenze una straordinaria impresa che comportò la creazione di una grande manifattura di arazzi affidata ai migliori tessitori d’Europa, che già avevano lavorato per le corti di Ferrara e Mantova: si tratta dei fiamminghi Nicolas Karcher e Jan Rost. Tale impresa nacque quando il granduca di Toscana commissionò ai due arazzieri ben venti panni monumentali raffiguranti le Storie di Giuseppe per ornare interamente la Sala dei Duecento...