Alessandro Amato

HomeAuthorAlessandro Amato, Autore presso La Citta Immaginaria

Nato a Milano, conclude gli studi a Torino, dove continua a lavorare nell'ambito critico e festivaliero. Collabora con "A.I.A.C.E". e il magazine "Sentieri Selvaggi". Dirige rassegne di cortometraggi e cura eventi per la valorizzazione del cinema italiano. Quando capita è anche autore di sceneggiature per la casa di produzione indipendente "Ordinary Frames", di cui è co-fondatore.
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«Nel XVII secolo si scatenò, spietata e violenta, la lotta contro quegli esseri mostruosi e assetati di sangue che le cronache del tempo chiamavano vampiri». Così recita una voce narrante nel celebre prologo de La maschera del demonio (1960) di Mario Bava. Già nei primi 15 secondi, il film mette sul tavolo le carte che si appresta a rimescolare: un immaginario che fa riferimento soprattutto alla letteratura gotica ottocentesca, ai trattati e alle leggende popolari....

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Nonostante ci sia già una vittima, gli abitanti di Amity frequentano ancora liberamente le spiagge. Il capo della polizia Martin Brody è sul chi va là, estremamente teso, e scruta con sospetto la superficie di quell’oceano che non ha mai amato particolarmente. Il mare significa ignoto e ignoto può voler dire pericolo. I bagnanti però si divertono, e pur nella generale sospensione della scena, per alcuni minuti non accade nulla di rilevante. Poi la macchina...

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«C’è da impazzire a stare sempre fra quattro mura!», afferma la collega di Carole in Repulsione (1965) di Roman Polanski. La protagonista, interpretata da Catherine Deneuve, non si presentava a lavoro da giorni e la sua giovane amica cerca di farle capire che ciò non è sano. Ma come può una persona disturbata intendere lucidamente cosa è o non è normale? Normalità è ordinarietà, e per la ragazza è ordinario sentire rigetto per il proprio...

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È possibile comprendere un’epoca attraverso gli oggetti culturali che essa produce? I più ottimisti affermano che sì, si può fare, a patto che essi vengano contestualizzati prontamente. Nel cinema questo tentativo riguarda l’immagine, la messa in scena di un’idea di mondo che per ogni autore cambia a seconda dell’esperienza di realtà che egli esprime in quanto entità creativa. Perciò ripensare i film che a nostro avviso rappresentano il decennio appena concluso significa tornare alle immagini...

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«Ed è questa vita regolata quella che fai?» «Che faccio? No. La mia vita… no, la mia vita è un disastro assoluto. Ho una figliastra incasinata come poche, per il suo vero padre che grazie a Dio è un gran coglione. Ho una moglie, la madre, ma ormai siamo in rotta, un matrimonio irrecuperabile il mio terzo… e questo perché passo tutto il mio tempo a dare la caccia a quelli che fanno il tuo...

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È abbastanza evidente come Il gladiatore (2000) di Ridley Scott sia invecchiato meglio delle critiche alle sue incongruenze storiche. Ben inteso, nel film ci sono davvero abnormi errori di ricostruzione e non poche licenze poetiche. Ma è anche vero che nel suo complesso l’operazione funziona proprio perché nelle logiche interne alla narrazione tutto torna perfettamente. E forse un tale risultato non si sarebbe potuto ottenere se ci si fosse riferiti a caotici e frammentari fatti...

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«Nessuno di noi inventa niente, hanno inventato tutto Omero e Tolstoj». E se a dirlo è uno come Duccio Tessari, che ha cominciato assistendo le regie di una decina di peplum (film in costume di ambientazione mitologico-romana), forse c’è da credergli sorridendo. In quel contesto conoscerà un altro aiuto regia celebre di nome Sergio Leone, ed entrambi firmeranno la loro opera prima proprio nell’ambito di quel genere così popolare nei primi anni Sessanta. Arrivano i...

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Nella “Nota del Traduttore” a La passeggiata di Robert Walser (Adelphi, 1976), si enunciano gli elementi costitutivi della personalità dello scrittore: «Introversione, visionarietà, umiltà, tendenza a minimizzarsi, rassegnazione, orgoglio frustrato, volubilità, ironia». Noi queste parole vorremmo prenderle a prestito per descrivere Ugo Gregoretti, almeno in parte. Il regista romano era soprattutto ironico, diremmo addirittura sarcastico. Come quando in una puntata di Controfagotto, il suo rivoluzionario programma di costume satirico andato in onda nel 1961, chiede...

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La citazione di Ennio Flaiano con cui abbiamo titolato il presente scritto è solo una delle battute che Vittorio Gassman lancia in direzione di Stefania Sandrelli, prima che i loro personaggi esplodano in una breve ma sofferta storia d’amore adulterina. Il senatore comunista avrebbe troppo da spiegare alla moglie e al Partito, e così si limita ad immaginare un’interrogazione all’aula parlamentare sul rapporto tra felicità e morale. Come lui, anche gli altri notabili presenti su...

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Guardando alle sue apparizioni nel cinema italiano, ci si convince che Max von Sydow sia uno di quegli attori per i quali non esistono “ruoli minori”. E sì che in più di sessant’anni di carriera di personaggi secondari ne ha interpretati tanti. Però sempre con quella classe e quella sicurezza che è propria dei grandi, dei veri professionisti. Lo svedese dagli occhi di ghiaccio non si scompone neppure in Gran bollito (1977) di Mauro Bolognini,...