Il 1 dicembre 2018 ha ufficialmente aperto i battenti una piccola – ma estremamente grande, dal punto di vista dei contenuti – galleria d’arte nel cuore di Monteverde, uno storico quartiere romano cosiddetto in virtù del tufo di colore verde-giallognolo estratto dalle cave che un tempo costellavano la zona.
Come viene specificato in prima battuta nel manifesto, ArtSharing è anzitutto «un sogno che si realizza». Nello specifico, è il sogno della sua fondatrice, la dottoressa Penelope Filacchione, una storica dell’arte, docente universitaria, curatrice ed autrice. Uno spirito eclettico e spumeggiante, il suo, come chiunque abbia avuto il piacere di conoscerla potrà confermare senza indugio. Oltre al lato accademico, tuttavia, durante la sua formazione ha parallelamente coltivato anche quello umano ed empatico nel rapporto con gli artisti: Penelope Filacchione è infatti cresciuta fra loro ed ha imparato a conoscerne le difficoltà, le debolezze, i crucci. Per tale ragione ha pensato la sua galleria come «un luogo fisico e mentale dove gli artisti possano incontrarsi tra loro e dove si possa parlare di Arte», recita ancora una volta il manifesto, oltre che come «uno spazio in cui anche il pubblico possa entrare in contatto con gli artisti».

Tutto è iniziato quando, un giorno come un altro, su richiesta degli stessi artisti, Penelope è diventata «curatore per caso», come ama definirsi lei stessa. Ha dunque accolto con entusiasmo questa sfida e, dopo un Master in Marketing dei Beni Culturali, nella sua mente ha iniziato a prender forma l’idea di creare uno spazio proprio, in cui poter dare sfogo alla sua creatività e mettersi anche in gioco, perché no. Lei, di fatto, non si ritiene un gallerista tout court, ma piuttosto un curatore fuori dagli schemi. Molto spesso gli artisti per primi fanno fatica a definire se stessi, pertanto necessitano di qualcuno che li incoraggi e dia modo al loro estro di esprimersi liberamente. Un ulteriore ostacolo che incontrano di sovente risiede nel rapporto con il pubblico e ciò si deve, a detta di Penelope Filacchione, allo scollamento tra pubblico e artisti, laddove il grande pubblico è abituato a vedere l’arte ormai storicizzata esposta nei musei, ma ha difficoltà nel comprendere il presente. In linea di massima, le persone tendono a diffidare dell’arte “viva”, presente nelle gallerie, la quale – talvolta – giunge persino ad incutere timore. Per tale ragione, uno degli obiettivi principali che Penelope Filacchione si è posta al momento della fondazione di ArtSharing è stato creare un network non solo tra artisti, ma anche tra artisti e pubblico, offrendo loro preziose opportunità di incontro e scambio. Unendo tutte le conoscenze maturate in anni di esperienza nel settore al suo interesse per il sociale, Penelope ha così dato vita ad uno spazio in cui lavorare insieme, conoscersi e partorire idee. «ArtSharing – prosegue infatti il manifesto – è una galleria dove far crescere progetti. Un laboratorio condiviso in coworking dove chi non ha un posto per realizzare le sue idee possa averne uno». Fornire agli artisti uno spazio simile vuol dire dare loro l’opportunità di sviluppare punti di vista diversi, di creare progetti innovativi.

È sulla base di tali presupposti che, nel mese di settembre del 2018, è nata l’Associazione Culturale “ArtSharing Roma”, di cui sia gli artisti che coloro che partecipano sono soci e il cui nome intende evocare il servizio di “car sharing” con la sola differenza che, in questo caso, si prenotano gli spazi e si condividono idee, anziché un’automobile. Dopo aver trovato il locale, la sua brillante fondatrice ha lanciato una serata di raccolta fondi per poter provvedere ai lavori di restauro di cui l’ambiente necessitava. Alcuni artisti hanno donato opere, che lei ha chiuso in sacchetti per il pane in quanto ha voluto immaginarli come “cibo per lo spirito”. Non ha fatto altro che replicare ciò che accadeva un tempo, quando sul sacchetto del fornaio era indicata la somma da corrispondere per il cibo conservato al suo interno. Allo stesso modo, i partecipanti all’inaugurazione hanno versato delle quote ricevendo in cambio pacchetti contenenti opere d’arte, nella formula di un vero e proprio crowfunding, senza tuttavia conoscerne il contenuto, quindi senza poterle scegliere; l’idea infatti era partecipare ad un progetto, non acquistare. Oltre ai sopraccitati artisti, hanno presenziato all’evento di apertura anche dei musicisti che si sono esibiti dal vivo; in pratica, ognuno ha contribuito come ha potuto.

Come si è detto, la mission di ArtSharing consiste prima di tutto nel coinvolgere le persone comuni e il primo modo per farlo, messo a punto da Penelope Filacchione, è stato lo stretto e costante coinvolgimento del territorio, in particolar modo degli abitanti del quartiere. Un quartiere, Monteverde, che negli ultimi anni è stato interessato, come altre aree urbane, dalla cosiddetta “gentrification”, un fenomeno che consiste sostanzialmente nello spostamento del centro delle città verso zone più periferiche. La porta della galleria è sempre aperta e nel tempo sta giungendo a delinearsi come un vero e proprio luogo d’incontro per residenti e non, un luogo che incuriosisce ma, al contempo, non spaventa. Innumerevoli sono le attività proposte per invogliare il pubblico a prendere parte attiva alla vita della galleria: visite guidate, corsi e laboratori, presentazioni di libri, conferenze, Caffè filosofici, Tè della domenica in galleria, mostre, Call for artist, raccolte fondi per beneficienza. ArtSharing stipula altresì partnership degne di nota, come con “Rome Art Week”, “Mese della Fotografia” e “MArteLive” (di cui, nel 2018, Penelope Filacchione è stata giurata). Inoltre, la galleria offre supporto sia alla sua cerchia di collezionisti che agli stessi artisti, tramite servizi quali la selezione e la pubblicazione sul sito web e sulla sua pagina Facebook dei bandi più interessanti a loro rivolti. Proprio sui social “ArtSharing lab&gallery” è estremamente attiva, ancora una volta nell’ottica di creare una rete solidale, oltre che con artisti e persone, anche con gallerie e laboratori sparsi in altri luoghi del mondo. Il mantra che risuona tra le sue pareti è “coltivare credibilità”, una credibilità che questa galleria si guadagna giorno per giorno, in un luogo in cui ogni opera è selezionata con cura e certificata secondo la legge.

L’attività di ArtSharing e della sua fondatrice sono tanto più ammirevoli se contestualizzate nella situazione attuale, dove le piccole e medie gallerie fanno fatica ad emergere rispetto ai “giganti”, che gestiscono da soli il 50% del mercato dell’arte. L’Italia, peraltro, è molto indietro nel panorama mondiale, tanto che nel 2018 non è riuscita a superare l’1% in quanto a fatturato. Simili dati sono scoraggianti, ma non per Penelope Filacchione che con tenacia e perseveranza prosegue la sua missione di “compartecipazione” e “terapia della bellezza”, nella convinzione che «l’arte abbia la capacità di parlare a chiunque: al ricco così come al povero, al colto e all’incolto, all’adulto e al bambino, senza distinzioni di genere”. Il manifesto (che, ormai lo abbiamo capito, si pone quasi come una sfida) si conclude con una domanda, tanto pungente quanto profonda: «Sarai capace di metterti in gioco?». Ognuno ha dentro di sé la propria risposta, o magari più di una. Dunque perché non fare un salto in galleria per condividerla con l’ideatrice del testo? Ad accogliervi, troverete un forte calore umano, un ambiente frizzante e multiforme, nelle proposte così come nelle opere presenti (pitture e sculture, ma anche stampe, fotografie e installazioni). Varcata la soglia, il vostro sguardo verrà immancabilmente catturato dal sorriso di colei senza la quale tutto ciò oggi non esisterebbe, che con la passione e l’entusiasmo che la contraddistinguono vi racconterà a parole sue il viaggio che l’ha condotta fin qui e la gioia provata nel vedere il suo sogno, finalmente, realizzato.

ArtSharing lab&gallery
Via Giulio Tarra, 64 00151 Roma
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https://www.artsharingroma.it/

Martina Scavone
Nata a Roma, classe ‘93. Si è laureata all’Università di Roma Tor Vergata: triennale in Beni Culturali e magistrale in Storia dell’Arte. Dopo un Master di II livello in Gestione dei Beni Culturali, ha iniziato a lavorare attivamente come curatrice e storica dell'arte. Ama leggere, viaggiare e l’arte in tutte le sue sfaccettature.