ArtePrimo Piano“Amaro in bocca”: Andrea Fiorino in mostra a Casa Vuota

Nicoletta Provenzano7 Gennaio 2020
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La mostra Amaro in bocca, prima personale romana di Andrea Fiorino, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, è un incantesimo, il frutto di un incontrollato, impetuoso e veemente sortilegio che pervade i sensi e travolge gli occhi con colori intensi, quasi feroci, irrompe negli spazi intimi e affabili di Casa Vuota.

Andrea Fiorino, La sirena, 2019, argilla polimerica dipinta, 24 X 17 X16 cm

La storia di un innamoramento, soggiogante come un’ammaliante e insidioso canto di sirena, si sussegue lungo le pareti, ripercorrendo una illusione, nata e respinta in enigmatici incontri, segnati da oggetti e simbologie estranianti.

Dipinti, sculture e disegni sono la narrazione consapevole, ironica e grottesca, di una diabolica seduzione, una infiammata infatuazione che offre felicità illusoria, in un intricato e tumultuoso viluppo di spire che di stanza in stanza lascia cadere i veli, ravvivandone le sfumature e gli emblemi.

Andrea Fiorino, Senza titolo, 2019, argilla polimerica dipinta, 14 X 11 X 9 cm

Una temuta figura femminile seduttrice, dalla pelle squamosa e smeraldina, è figlia di Ecate, legata ad Eros e Thanatos che, nei fumi disegnati e soffiati in cerchi concentrici, incatena e avvince l’osservatore.

Si riaffacciano lungo le pareti racconti fissati in impianti narrativi fiabeschi in cui si agitano forze bizzarre e mostruose, crudeli e meravigliose, istintuali e beffarde, diaboliche. La fiaba perde i suoi toni delicati ed emergono le tinte spaventose, le disillusioni del reale che traspongono la surrealtà nella narrazione di una esperienza avvolta da un alone di mistero.

Andrea Fiorino, Occhi addosso, 2019, tecnica mista su tela, 120 X 96,5 cm

L’elemento femminile ha morfologie rettili e acquatiche che trovano origine nella storia biblica, nell’immaginario e nella tradizione popolare, o in figure mitologiche antiche. All’interno delle composizioni pittoriche si ritrovano personaggi appartenenti al genere fiabesco in una rete di trame che li configurano nella loro veste antieroica.

Andrea Fiorino, Sei stato tu?, 2019, tecnica mista su tela, 124 Xv 115,5 cm

Il gatto, con gli stivali, ridisegna le proprie avventure all’interno di un intricato e complesso racconto di una delusione d’amore, che non ne sminuisce l’astuzia.

Un refolo di fumo accoglie il visitatore nel boudoir di una Olimpia dall’epidermide ofidica e dagli occhi rossi di serpente con pupilla verticale.

Andrea Fiorino, Olimpia, 2019, tecnica mista su tela, 100 X 125 cm

L’omaggio all’Olympia di Manet si avvolge in atmosfere selvagge, bestiali, nella primitività vestita di attributi contemporanei.

Andrea Fiorino, Specchio, 2019, argilla polimerica dipinta, 34,5 X 15 X 1,5 cm

L’opera Specchio è maschera che impersona la verità, in cui è impossibile riflettere il proprio volto, ma che fa apparire al proprio interno l’irrefutabile autenticità di un’illusione.

Andrea Fiorino, Senza titolo, 2019, fusaggine su carta, 24,5 X 35 cm

Il Diavolo, nel suo sorriso beffardo e terribile, fuoriesce da pozioni in ebollizione, arrivando a colpire i mal capitati che si aggirano osservando questi spazi di fiaba dalla schiettezza familiare, che preannunciano la fine di un vagheggiamento, di un’allegra fantasticheria, lasciando un sapore amaro in bocca, come il titolo della mostra.

Casa Vuota accoglie questo racconto fantastico, facendo rivivere l’amaro disincanto per esorcizzarlo, per collocarlo in quel territorio ibrido che si costruisce tra la verità di un episodio, le proiezioni della mente e i ricordi trasfigurati.

 

 

Nota biografica:

Andrea Fiorino è nato nel 1990 ad Augusta, in provincia di Siracusa. Laureato in Grafica d’arte e Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, vive e lavora a Milano. Tra le mostre più recenti, si segnalano nel 2018 la bipersonale Every day like a Sunday alla Antonio Colombo Gallery di Milano a cura di Ivan Quaroni e nel 2017 le collettive Limiti-Confini 5° Premio Cramum per l’arte contemporanea presso il Grande Museo del Duomo di Milano a cura di Sabino Maria Frassà, Novantiani alla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito di Castellabate (Salerno) a cura di Camillo Langone e Selvatico 13. Fantasia/fantasma. Pittura fra immaginazione e memoria a Fusignano a cura di Massimo Fabbri.

Nicoletta Provenzano

Nata a Roma, storica dell’arte e curatrice. Affascinata dalle ricerche multidisciplinari e dal dialogo creativo con gli artisti, ha scritto e curato cataloghi e mostre, in collaborazione con professionisti del settore nell’ambito dell’arte contemporanea, del connubio arte-impresa e arte-scienza.