MusicaPrimo PianoConcerto per il restauro del pianoforte di Thalberg

Ginevra Latini9 Maggio 2019
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Venerdì 10 maggio, alle 19:30, la Biblioteca di Villa Leopardi ospiterà l’iniziativa Concerto per un restauro. Vincenzo Loggia presenterà il suo progetto di crowdfunding, di raccolta fondi, per finanziare il restauro filologico del pianoforte di Sigismund Thalberg, pianista e compositore austriaco dell’Ottocento. Alla presentazione seguirà un concerto con composizioni jazzistiche di Marco Silvi e la Suite bergamasque di Debussy eseguita da Antilena Nicolizas.

«Il “Restauro filologico integrale” – spiega Vincenzo – consiste in un intervento di rigenerazione delle condizioni originali dello strumento, senza alterarne in nessun modo le caratteristiche. Il fine del lavoro è la ricerca del suono autentico, ottenibile solo grazie all’utilizzo dei medesimi materiali dell’epoca (colle, feltro di lana, pelli, ecc.) e alle tecniche di lavorazione tradizionali. Le linee guida di questo tipo di restauro suggeriscono inoltre la reversibilità di tutti gli interventi e vietano aggiornamenti di qualsiasi tipo, accorgimenti essenziali per lavorare in sicurezza e nel massimo rispetto dello strumento e del periodo storico di riferimento».

La finalità di questo progetto è quindi quella di far tornare questo strumento al pieno del suo splendore e utilizzarlo periodicamente per concerti. Non si tratta quindi del solo restauro delle singole parti che compongono il pianoforte o di una sua ottimizzazione in senso contemporaneo, bensì di una attenta ricerca del suo carattere originale e del suo suono esclusivamente in relazione al suo contesto storico e culturale di provenienza. Una ricerca di questo tipo richiede studio e acuta sensibilità verso il recupero, quasi archeologico oltre che filologico, di quello che era e rappresentava: vengono vietati aggiornamenti di qualsiasi tipo. Il restauratore storico, prima di dedicarsi all’aspetto più artigianale del mestiere, deve consultare le fonti e cercare testimonianze storiche come attestati di donazione, deve ricostruire la biografia del possessore attraverso epistolari e lasciti. Insomma, il restauro storico può diventare un intrigante giallo.

Le potenzialità di uno strumento come il Pianoforte Erard del 1847 autografato dal virtuoso pianista Sigismund Thalberg sono numerose e rappresentano il culmine dell’estetica del periodo romantico: possono incuriosire e sensibilizzare alla particolare arte del restauro musicisti e amatori, giovani e anziani. I fondi ricavati verranno utilizzati in cinque modi: per l’acquisto di attrezzatura idonea, per acquistare i materiali da rigenerare filologicamente, per i lavori di ebanisteria, per le consulenze esterne e per l’evento di inaugurazione.

Per effettuare il restauro in maniera integrale e filologicamente corretta è necessario individuare i materiali originali e rigenerarli con altri autentici. In grande parte questi materiali serviranno per la ricostruzione dell’apparato meccanico e sonoro. Saranno necessarie pelli e feltri prodotte con diverse tecniche di conciatura. La lavorazione prevede incollaggi per mezzo di una colla a caldo di origine animale e vegetale. La tastiera, invece, sarà rigenerata in avorio o in osso, in base alla reperibilità. Dovranno essere installate particolari corde a bassa tensione conformi alle originali, al fine di salvaguardare la salute dello strumento. Le corde dei bassi, filate a mano in ottone, saranno fornite da maestranze del settore.

Lo strumento presenta diversi legni, utilizzati in base alle loro proprietà fisiche, meccaniche e tecnologiche. Il mobile, il somiere, le gambe e la tavola armonica versano purtroppo in pessime condizioni e perciò questa sarà la parte più onerosa del restauro. La verniciatura verrà eseguita con la tecnica della gommalacca a tampone.

«Restaurare un pianoforte che resti inutilizzato – sostiene Vincenzo – significa non centrare il fine del restauro. Sarà mio dovere e desiderio organizzare nel teatro di Agrigento, città nella quale sono nato e cresciuto, un concerto per Pianoforte magari con repertorio dello stesso Thalberg». Ed è filologicamente coerente, ora che una prima parte è andata a buon fine a seguito della raccolta del budget richiesto, inaugurare questo restauro proprio con un concerto, durante il quale sarà ancora possibile fare delle piccole donazioni.

Crowdfunding 

Giovanni Loggia – ebanista

Vincenzo Loggia ha completato il triennio di “Accordatura e Tecnologie del Pianoforte” presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma con il Maestro Mauro Buccitti e si è diplomato in “Pianoforte e Tastiere” presso il Saint Louis College of Music. è  rimasto affascinato dal Pianoforte storico e dalle sue immense potenzialità, grazie al Maestro Giuseppe Giannola. Con lui ha partecipato ad alcuni restauri, tra cui il Pianoforte storico Boisselot et Fils no. 16680, che attualmente vive nella collezione del conservatorio S. Cecilia. Attualmente è volontario presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma, dove ha alcuni strumenti storici in manutenzione.

Ginevra Latini

Dottoranda in Italianistica, si è specializzata in letteratura contemporanea e filosofia moderna alla Sapienza. Ha curato numerose pubblicazioni su Ovidio. Studia pianoforte, si appassiona di filosofia, musica, arte, itinerari a piedi ed è attiva nel panorama editoriale.