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Esponente illustre – insieme a Cicerone – della prosa filosofica romana, la storia ci restituisce Seneca, secondo quanto ci racconta Tacito, come colui che affrontò la morte con coraggio, serenità e nobiltà d’animo, secondo l’esempio delle “morti filosofiche” di Socrate e di altri grandi del passato. Di sapore ideale ed esistenziale anche la sua produzione; i Dialogi ad esempio. Si tratta di dieci opere per un totale di dodici libri, diversi nell’impostazione rispetto a quelli...

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Nel 1862 venne pubblicato per la prima volta, sulla rivista «Il messaggero russo», il romanzo Padri e figli. Il suo autore, Ivan Sergeevič Turgenev, destò un gran scalpore a causa della tematica affrontata nell’opera: il nichilismo, pensiero ateo e rivoluzionario. A causa del polverone sollevato, Turgenev fu costretto a dare delle spiegazioni e a diminuire la propria attività di scrittore. Nel romanzo egli affronta la questione delle differenze generazionali tra i padri, custodi della tradizione e...

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Le vicende della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma si collegano al palazzo dei Principi Barberini solo alla metà del Novecento, quando la Galleria Nazionale d’Arte Antica come istituzione ha già più di un secolo di vita. Fu infatti fondata dal nuovo Stato unitario nel 1895 con il duplice obiettivo di creare a Roma una grande Galleria Nazionale e di salvare dallo smembramento le gallerie fidecommissarie romane. Il primo nucleo era stato costruito dodici anni...

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Con il termine “icona” (“immagine”, in greco) si indicano piccole tavole dipinte raffiguranti Cristo, la Vergine o i Santi. Esempi di questo tipo di produzione votiva si hanno già dal IV secolo, ma è soprattutto dal VI secolo, con il fiorire dell’arte bizantina, che le icone divengono estremamente popolari. Esse rappresentavano un mezzo fondamentale nella preghiera dei devoti, configurandosi come veri e propri veicoli attraverso i quali assistere a una trasfigurazione del divino. Queste tavolette...

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Fra gli antichi mestieri ormai scomparsi si annovera certamente quello del tintore. Un’attività rilevante per l’industria tessile dell’Occidente medievale che suscitò fin dall’antichità diffidenza e disprezzo. In particolare, nell’Europa medievale cristiana la repulsione per coloro che praticavano l’arte della tintoria fu ancora più forte, manifestata sia nella prassi che nell’immaginario. Per spiegarne il motivo bisogna innanzitutto partire dal lessico, essendo la parola il miglior modo per tramandare significati e ideologie. Come ha analizzato Michel Pastoureau...

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Nell’aprile del 1981, nei pressi di Vieste (in provincia di Foggia), in occasione dello sbancamento del versante sud-orientale della collina per la costruzione di abitazioni, sono state scoperte due camere sovrapposte e messe in luce numerose aperture collegate fra loro. I primi ritrovamenti archeologici della zona comprendevano vasi in ceramica, a volte interi o con resti di cibo al loro interno, lucerne di pietra, punteruoli d’osso, utensili come picconi da miniera e mazzuoli di selce,...

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«Rivestì di bronzo lucente e per prima cosa intorno alle gambe adattò le gambiere, belle, rinforzate d’argento sulle caviglie, poi allacciò intorno al petto la corazza che un giorno gli aveva donato Cinira re di Cipro; aveva dieci strisce di smalto nero, dodici d’oro, venti di stagno, serpenti di smalto azzurro si snodavano verso il collo, tre da ogni lato, simili all’arcobaleno che Zeus dispone sopra le nuvole come segno d’augurio per i mortali. Assicurò alle spalle...

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Nel canto IX dell’Odissea, Ulisse – dopo essersi lasciato trasportare e commuovere dall’aedo Demodoco, su esplicita richiesta del re Alcinoo – rivela la sua vera identità e dà inizio al racconto delle peripezie vissute fino a quel momento. Nella narrazione, si sofferma anche sull’episodio dei cosiddetti Lotofagi, uomini – dimoranti sulle coste della Cirenaica – abituati a cibarsi del dolcissimo frutto del loto. I compagni di Ulisse assaggiano il fiore, rimanendo sostanzialmente narcotizzati e perdendo...

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«Odio e amo. Forse mi chiedi come ciò sia possibile. Non lo so, ma sento che mi accade, ed è una tortura»   Questi i versi con cui Catullo esprime l’ambivalenza della passione di cui si sente preda, e vittima di una dilacerazione irreparabile. Quella tra Lesbia e il poeta è una complessa vicenda amorosa che si è tentato di ricostruire dalle poesie disseminate nel Liber, la raccolta dei vari componimenti – certamente non tutti...