Home2022Febbraio 2022 - La Citta Immaginaria

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«Do not go gentle into that good night»: Dylan Thomas cerca di catturare gli ultimi istanti di una vita che sta per terminare e di motivare quella persona a non andarsene in maniera così docile verso quella notte che, sebbene «buona», inghiotte inevitabilmente la luce vitale. Questa poesia, una “villanelle”, cioè un componimento formato da diciannove stanze suddivise in cinque terzine e una quartina, venne composta da Thomas nel 1952, quando il padre stava per...

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L’edificio odierno, propriamente detto S. Lorenzo in Palatio, fu commissionato da Papa Sisto V per conservare la cappella privata dei papi, il cosiddetto Sancta Sanctorum. In origine questo era il palazzo patriarcale, sede del Vescovo di Roma. Teodoro I (?-649 d.C.) fece ampliare la cappella nell’anno 642 affinché i pontefici vi potessero celebrare messa e tenervi le cerimonie di Venerdì Santo. Tra gli altri, a indirne lavori di ristrutturazione, furono altresì Onorio III (1150-1227) e...

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Solitamente quando si pensa ai rinvenimenti archeologici scoperti a seguito della famosa eruzione del Vesuvio verificatosi nel 79 d.C vengono subito in mente i celeberrimi affreschi pompeiani o i bronzi ellenistici rimasti quasi del tutto intatti dal momento dell’imponente fenomeno geologico. Oltre ciò, quando cominciò a riemergere quello che rimase sepolto sotto la coltre di lava, vennero alla luce – a partire dalla seconda metà del XIX secolo – dei preziosi oggetti d’argento: si tratta...

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A Veio, nel comune di Roma, ha sede un abitato etrusco di grande rilevanza, le cui strutture principali risultano alquanto peculiari. Il pianoro non sembra abitato prima dell’inizio dell’Età del Ferro, come evidenziano gli scavi che mostrano un’occupazione a piccoli gruppi dislocati su tutto il perimetro, generalmente nei pressi delle zone marginali. Per questo periodo, si può immaginare un’articolazione dello spazio secondo diversi quartieri autosufficienti, cioè costituiti ciascuno da strutture abitative, produttive e luoghi per...

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Qualcuno ha detto – ed è questa un’affermazione pesantissima per un italiano – che il mondo non ha probabilmente mai conosciuto poeta più grande di Charles Baudelaire. E si sa che di critici esaltati è piena la terra, ma questa lapidaria sentenza – seppur estrema – ha del vero. E, per quanto possa dolere il cuore a un qualunque italiano che rammenti l’inizio della Divina Commedia o che ricordi di Silvia e dei suoi «occhi...

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Nel canto IX dell’Odissea, Ulisse – dopo essersi lasciato trasportare e commuovere dall’aedo Demodoco, su esplicita richiesta del re Alcinoo – rivela la sua vera identità e dà inizio al racconto delle peripezie vissute fino a quel momento. Nella narrazione, si sofferma anche sull’episodio dei cosiddetti Lotofagi, uomini – dimoranti sulle coste della Cirenaica – abituati a cibarsi del dolcissimo frutto del loto. I compagni di Ulisse assaggiano il fiore, rimanendo sostanzialmente narcotizzati e perdendo...

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«Rosa riso d’Amor, del Ciel fattura, Rosa del sangue mio fatta vermiglia, pregio del mondo, e fregio di Natura, de la Terra e del Sol vergine figlia, d’ogni Ninfa e Pastor delizia e cura, onor de l’odorifera famiglia, tu tien d’ogni beltà le palme prime, sovra il vulgo de’ fior Donna sublime»   Esiste forse un elogio ancor più vigoroso di quello dedicato alla rosa di Giovan Battista Marino? L’incontro tra Venere e Adone sta...

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I dolori del giovane Werther è il romanzo che nel 1774 rese Johann Wolfgang von Goethe, all’epoca solo venticinquenne, uno dei più grandi scrittori europei. Il successo dell’opera fu eclatante, addirittura in maniera quasi fastidiosa nei confronti dello stesso suo autore, che in Viaggio in Italia commenterà così la “morbosità” del suo pubblico: «Qui mi importunano con le traduzioni del mio Werther, me le mostrano e chiedono quale sia la migliore e se la storia...

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Situato sulla sommità del Monte Sant’Angelo, il Tempio romano di Giove Anxur è uno dei monumenti simbolo di Terracina, sulla quale domina maestoso dall’alto dei suoi 227 metri d’altezza. Il Monte in questione, noto anche come Monte Giove (per i Romani Mons Neptunius), costituisce l’ultima propaggine dei monti Ausoni, che qui toccano – per la prima e unica volta – il mar Tirreno, chiudendo a sud la pianura pontina. Sulle sue pendici meridionali era sorto...