Home2021Dicembre 2021 - Pagina 2 di 3 - La Citta Immaginaria

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/12/hhh-3.jpg

Nel vasto panorama dell’Idealismo Tedesco, i pensatori che hanno lasciato un profondo segno nella storia della filosofia sono facilmente riconducibili alla triade formata da Johann Gottlieb Fichte, Friedrich Schelling e Friedrich Hegel. Menti che hanno condotto la speculazione a livelli vertiginosi, spinti dall’ansia di dimostrare che i limiti imposti dal criticismo kantiano potessero essere sovvertititi per dimostrare la conoscibilità di quella verità trascendente battezzata “Das Absolut”, incontrovertibile e divina essenza incorruttibile, al di là di...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/12/hhh-2.jpg

Nel gennaio del 1872 venne scritta per al rivista «Scribner’s Monthly», su commissione dell’editore, la poesia – che sarà poi nota come canto natalizio – In the Bleak Midwinter (Nel grigio pieno inverno), di Christina Rossetti (1830-1894). La poesia vide però la luce nel 1904, all’interno della raccolta Poetical Works of Christina Georgina Rossetti, curata dal fratello della poetessa, William Michael Rossetti. Due anni dopo venne musicata dal compositore Gustav Theodore Holst e poi ancora, nel...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/07/lll.jpg

Situato in provincia di Viterbo, nella Maremma Laziale, il Parco Naturalistico e Archeologico di Vulci costituisce una preziosa testimonianza storica di quella che fu una delle più potenti città Etrusche del Mediterraneo. La natura incontaminata – attraversata dal fiume Fiora – in cui sono custoditi i reperti archeologici stupì persino i grandi viaggiatori dell’Ottocento e ancor oggi continua ad attirare numerosi visitatori, impazienti di ammirare i resti monumentali emersi nell’area della città Etrusco-Romana a seguito...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/01/we4gwegwgwgww.jpg

Fra i «molti franzesi e fiamenghi che vano e vengono e non li si può dare regola», come scrisse il biografo Giulio Mancini nelle sue Considerazioni sopra la pittura (1617-1621) per descrivere la situazione artistica romana a lui contemporanea in cui gli artisti arrivavano nella città papale per apprendere l’arte dei loro predecessori, vi erano i francesi Nicolas Poussin e Valentin de Boulogne. Il primo è un giovane pittore formatosi a Parigi, affascinato dallo studio...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/12/hhh-1.jpg

Quanto sono complicate le relazioni umane, specie quando i loro tratti distintivi vengono catturati nei libri e divengono materia di racconto. In tal senso, non fa certamente eccezione Madame Bovary,  capolavoro di Gustave Flaubert, nel quale il centro dell’intreccio è costituito proprio dai rapporti tra le persone. Questo meraviglioso libro ha ispirato generazioni di scrittori: Franz Kafka, ad esempio, adorava proprio Flaubert e Charles Dickens, anche se di certo il suo stile non poteva essere...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/06/aaa.jpg

Sulla scia di un accorto realismo – diverso comunque da quello europeo, perché diverse le condizioni politiche, economiche e sociali – vi è una straordinaria produzione narrativa russa. Quadri fedeli della società russa, dominata ad esempio dall’ossessione del denaro, saranno presenti nelle Anime morte di Nikolaj Vasil’evič Gogol’ o nelle Memorie di un cacciatore di Ivan Sergeevič Turgenev. Ma a ridare vita al grande realismo è senz’altro Lev Tolstoj. Il suo esordio come scrittore fu...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2021/03/sdfvfsegfegfwegwegw.jpg

A metà del XVIII secolo, uno scrittore scozzese di nome James Macpherson (1736-96) pubblicò delle opere attribuite a uno dei personaggi più misteriosi della storia della letteratura: il bardo gaelico Ossian. Questi è noto come l’autore originario di un ciclo di poemi epici, poi riportati alla luce nel Settecento sotto il nome I Canti di Ossian. Macpherson ha dichiarato di aver raccolto questi poemi dagli originali in gaelico e di aver tradotto direttamente dalle antiche...

https://lacittaimmaginaria.com/wp-content/uploads/2020/08/rwergwergergr.jpg

«La mia pittura è in realtà un esame di coscienza e un tentativo di comprendere i miei rapporti con l’esistenza. È dunque una forma di egoismo, ma spero sempre di riuscire, grazie a lei, ad aiutare gli altri a vedere chiaro». Così l’opera più importante e famosa di Edvard Munch (1863-1944), Il grido o L’urlo, dipinta nel 1893, possiede un’evidente e dichiarata genesi in un particolare momento della vita del pittore norvegese, nella percezione reale...